La bella stagione è alle porte e tra poco inizieremo a tenere finestre e balconi aperti, a stare più tempo all’aperto, grigliate, piscine in cortile, bambini che giocano allegri e tutta l’allegria che accompagna l’esatte.

Poi ci sono i miei vicini.

Vicini nel senso che abitano al civico accanto al mio, i nostri cortili sono confinanti. Io, dal mio balcone, ho piena visione su casa loro, ma non mi serve.

Loro sono una famiglia numerosa e, dalle abitudini culinarie, potrei ipotizzare l’origine del Sud Italia.

Loro sono in tanti. Ci sono i due “patriarchi” ottantenni o giù di lì. Loro, con il loro duro lavoro al Nord, hanno acquistato il terreno e fatto costruire una grande casa che oggi ospita anche le famiglie delle loro due figlie che chiameremo Carmelina e Rosy.

Per farvi capire bene, ho creato il loro albero genealogico. I nomi sono tutti di fantasia.

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Di questa famiglia ho capito tutto, tranne l’attribuzione dei rispettivi mariti tra Carmelina e Rosy. Quindi, sappiatelo, Minguccio potrebbe essere il consorte di Carmelina e Peppe quello di RosyPeppe spesso fa la notte, mentre Minguccio lavora di giorno.

Carmelina accompagna le ragazze a scuola, ogni mattina. Anzi, ogni mattina rischia di investirmi perché esce dal cancello in auto senza far caso ai pedoni e poi lascia l’auto in mezzo alla carreggiata e scende per andare a chiudere. Ogni mattina il pullman che aspetto io, aspetta che lei finisca tutte le sue operazioni con tutta la calma del mondo.

Gaia è la più piccola del gruppo, ora è in seconda media e sono “impaziente” di essere aggiornata sulle sue prime tresche. Due anni fa, alla fine delle elementari, le hanno regalato la bicicletta e ha passato tutta l’estate a girare in cortile scampanellando per 8 ore al giorno.

Caterina gioca a pallavolo. Il sabato pomeriggio ha le partite, mentre la domenica (e tutti i giorni quando finisce la scuola) gioca in cortile. Ha 16 anni e l’anno scorso, tutta l’estate, il suo fidanzatino l’andava a trovare… poi alle 23, con la sua bicicletta, se ne andava.

Serena è più grande, di anni ne avrà 17 o 18 e la scorsa estate faceva le sfilate in cortile prima di uscire, facendo vedere a zia Rosy i suoi short inguinali abbinate al tacco 15 blu elettrico.

Poi papà, a mezzanotte, la va a riprendere.

Finita la scuola, in un angolo del cortile viene riempita una piscina…

Ma questa è ordinaria amministrazione.

Il top della stagione è la salsa.

Come ogni buona famiglia del Sud, fare la salsa in casa è quasi un obbligo e tutto il parentado è chiamato all’appello. Convivente e non.

Ci si mette all’opera già in settimana, acquistando tanti pomodori da riempire l’intero box da 6 posti auto. Il sabato, di buon mattino, tutti hanno già il loro compito prestabilito: chi lava, chi è l’addetto alle pentole, chi imbottiglia e non so bene, perché io, a dispetto delle mie origini, la salsa la compro al supermercato già bella imbottigliata.

La lunga operazione finisce la domenica. Un intero week end dedicato alla salsa.

Ci sono poi delle attività collaterali che si chiamano: pomodori secchi, origano, peperoncini.

Tra poco comincia l’estate e anche io farò parte, contro la mia volontà, di questa grande famiglia: gli urlatori.

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