I castelli della Borgogna

2° giorno

Rocca di Solutré
La prima tappa è stata la Rocca di Solutré. La rocca è una formazione calcarea che mi ha trasmesso una sensazione inquietante, un mix di luogo mistico, demoniaco e alieno.
Qui venivamo ammazzati gli aninali e appesi per la macellazione. Era un terreno di caccia.

Ci siamo poi spostati verso Cluny.

Abazzia di Cluny
Dell’Abazzia di Cluny non resta molto. Quel che vediamo oggi è una ricostruzione di epoche successive.
Doveva essere immensa, sicuramente una delle più grandi del mondo.
Ce ne si rende perfettamente conto dalla dimensione dei pilastri ricostruiti di quella che era la Chiesa, ma anche dai pannelli della realtà aumentata che aiutano la mente a visualizzare quello che non c’è più.

Dopo Cluny siamo partiti per Commarin dove, al tramonto, abbiamo visitato il castello.

Château de Commarin.
La Borgona e i suoi castelli.
Siamo arrivati qui al Tramonto.
Ci accoglie una signora con occhio tumefatto, un uomo in là con gli anni su velocipede di accompagna all’ingresso dove c’è un predecessore del citofono (leggi: un campanaccio) per avvisare della propria presenza.
La visita guidata è appena iniziata.
Veniamo forniti di pratico quaderno per leggere del contenuto delle sale, perché la guida parla solo un francese del tutto incomprensibile a chi non è madrelingua né a chi della lingua d’oltralpe ha fiochi ricordi risalenti all’infanzia.
Stanze di coniugi separate in quanto i matrimoni erano frutto di accordi economici tra le parti più che di sentimenti. Camere da letto come luoghi comuni aperti a tutti, dove non era nemmeno necessario bussare prima di entrare. Anticamere destinate a chi non era degno di entrare in quella camera da letto dove si faceva di tutto, tranne che ritirarsi nelle proprie stanze. Per quello c’era la libreria.
Giardino con labirinto e gazebo/gabbia per gli uccelli per la visione dell’alto della proprietà. Luce da film dell’orrore.

Siamo partiti subito dopo per Digione dove abbiamo soggiornato all’Hote del Paris, a pochi minuti a piedi dal centro e vicino alla stazione (dove c’è un parcheggio multipiano davvero comodo).

Non vi fate illudere dalle foto delle camere che vedete sul sito, perché hanno fotografato solo quelle belle. Noi avevamo prenotato 2 triple, ma solo una faceva parte del set delle fotografate. Era appena tinteggiata, con 3 letti singoli, spaziosa, bagno recentemente ristrutturato con ampio box doccia, scaldasalviette e asciugacapelli a muro, oltre a un comodo condizionatore.

La nostra, anch’essa una tripla della stessa tipologia (il prezzo era lo stesso) aveva un letto matrimoniale alla francese e un letto singolo grandino. Tra i due letti correva uno spazio di meno di 50 centimetri (per passare dovevo mettere le scarpe sotto al letto). Niente aria condizionata, niente scaldasalviette, niente phon. La porta del bagno andava chiusa a chiave, altrimenti si apriva, una delle luci in camera non funzionava e aveva i fili elettrici esposti, la porta della doccia avanzava in diagonale (era uscita dal binario) e nel loco del phon c’era una piastra coprifili. Però avevamo un appendiabiti.

Se il vostro budget è ridotto, però, ve lo consiglio perché la posizione è ottima e il phon ce l’hanno dato all reception.

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