Cronache di un virus: siamo tutti in zona rossa

La Lombardia è zona rossa. Tutta.

Ci hanno chiesto di limitare le uscite e invece abbiamo affollato i Navigli.

Ci hanno chiesto di non abbracciarci e invece ci siamo baciati.

Ci hanno chiesto di lavarci bene le mani e invece abbiamo solo cercato l’Amuchina.

Le mascherine no, quelle sono finite.

Così ci hanno chiusi: non possiamo uscire di casa. Se non per motivi seri.

Ormai lavorare dal tavolo della cucina è diventato la normalità. Abbiamo creato routine domestiche e, quello che i primi giorni ci sembrava strano, oggi è normale.

Siamo dei professionisti di Skype, ci destreggiamo abilmente tra video e audio call. Le riunioni sono all’ordine del giorno. Bisogna gestire l’emergenza e creare nuove procedure per allinearsi alle disposizioni del Governo o di settore (banalmente, ci stiamo organizzando per le richieste di sospensione del pagamento delle rate per il corona virus, la “moratoria”).

Non si sa quando questa situazione finirà. Sulla timeline, la prossima tappa è il 3 aprile. Non sarà finita, ma almeno spero che ci sarà uno spiraglio di luce ad indicarci che questa è la via giusta.

The show must go on.

E intanto tutta Italia è diventata zona rossa.

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