Cronache di un virus: giorno 1/2, ho incontrato 1174 persone

E’ iniziata ufficialmente la seconda settimana di emergenza corona virus.

L’azienda per la quale lavoro, come era facile ipotizzare, ha prolungato lo smart working di una settimana (fino al 6 marzo).

Non ne sono felice, ma probabilmente diminuire al massimo gli spostamenti è la cosa migliore da fare.

In questi giorni tutti abbiamo pensato che il ragazzo di Codogno ha incontrato un sacco di gente nelle due settimane precedenti e che la stessa cittadina fosse diventata il centro del mondo: pare che tutti siano passati di lì. Tranne me.

Così ho cercato anch’io di ricostruire le mie ultime due settimane per quantificare le persone che ho incontrato a partire dall’8 febbraio (due settimane prima della diffusione della notizia del primo contagiato italiano).

Sabato 8 febbraio 2020

Ero a Sanremo. In sala stampa Lucio Dalla credo ci fossero circa 600 accreditati, quindi tutti potenziali contatti. Ad ogni artista che passava in sala stampa, andavamo ad ammassarci vicino all’ingresso dove c’era l’area del photo call. In quella settimana sono passati di là quasi tutti gli artisti in gara al Festival, oltre ad Amadeus e alcuni ospiti.
La sera siamo andati alla festa di Radio Italia. Abbiamo mangiato con le mani dal buffet, ci siamo ammassati intorno alla torta di Knam. Non so quanta gente ci fosse, ma davvero tanta.
Contatti umani: oltre 600

Domenica 9 febbraio 2020

Ho preso il treno da Sanremo per tornare a Milano. Sulla banchina della stazione eravamo talmente in tanti che non si riusciva a camminare e il vagone del treno era pieno.
Arrivata in Stazione Centrale a Milano sono tornata a casa con la metropolitana.
Contatti umani: oltre 100 (di cui ipotizziamo una 20ina che avevo già incontrato in sala stampa).

Lunedì 10 febbraio 2020

Sono andata in ufficio in auto dando un passaggio a 4 “amiche del pullman”. Lì ho incontrato e parlato con tutti i miei colleghi del mio piano, almeno 20 persone. Poi ci siamo incontrati per le prove della convention, una 20ina di persone. Nel pomeriggio siamo andati nella location dell’evento e, in auto con me, c’era un collega della zona rossa.
Lì abbiamo avuto a che fare con tre persone della produzione.
Contatti umani: 40/50, facciamo 45 di media.

Martedì 11 febbraio 2020

Il giorno dell’evento. Al mattino sono andata dalla parrucchiera (c’eravamo io, lei e una cliente), poi sono stata a pranzo dai miei (io, mamma e papà). Dopo pranzo sono andata a prendere una mia collega e ci siamo recati nella location dell’evento. Oltre allo staff della produzione, in serata era attesa una platea di 320 persone, di cui molte di una certa età. C’erano AD e Presidenti delle banche socie, rappresentanti di Banca d’Italia, partner commerciali e non solo.
Contatti umani: 325, da cui togliere i 45 del giorno prima. 280 nuovi.

Mercoledì 12 febbraio 2020/Venerdì 14 febbraio 2020

Ho ripreso ad andare a lavoro. Coi mezzi.
Consideriamo 30 passeggeri medi sul pullman all’andata (per semplicità sempre gli stessi) e 20 al ritorno (sempre gli stessi, ma diversi da quelli dell’andata).
A questi si aggiungono quelli della metropolitana, del tutto non quantificabili. Soprattutto vista la quantità di gente che sale a Rogoredo, dove c’è la fermata del treno.
I colleghi sono sempre gli stessi. Una abita nella zona rossa e la incontro sempre in bagno.
Contatti umani: 50 + metropolitana

Sabato 15 febbraio 2020

Non ricordo cosa ho fatto di giorno (ah, sono stata in agenzia viaggi con mia mamma e una sua amica, ipotizzo 9 persone incontrate), ma la sera sono andata a mangiare la pizza con due amiche. Oltre a loro, chiaramente, abbiamo avuto contatti con due camerieri e la cassiera.

Mi sono ricordata che, nel pomeriggio, sono stata coi miei a cercare il frigorifero nuovo (per loro). Siamo stati al Media World (2 commessi) e al GranCasa (commesso + 2 cassiere). Non quantificabili i clienti incrociati.

Contatti umani: 19 + altri clienti della pizzeria e centri commerciali

Domenica 16 febbraio 2020

Non ricordo.

Lunedì 17 febbraio 2020 / Venerdì 21 febbraio 2020

A lavoro e sui mezzi pubblici ho incontrato sempre le stesse persone, quindi possiamo non considerarle.

Ho ripreso ad andare in palestra. Ho fatto due volte i corsi di gruppo (20/25 persone ogni volta) e venerdì ho fatto la sala pesi che era piuttosto piena (facciamo altre 20 persone). Sono stata anche in un centro estetico, dove c’eravamo io, la proprietaria, la dipendente e una cliente (4 persone).

Contatti umani nuovi: 54 persone (media)

Sabato 22 febbraio 2020

Non ricordo. La sera sono venute a casa mia due amiche che avevo già visto nei giorni precedenti.
Nessun nuovo contatto.

Domenica 23 febbraio 2020

Sono stata a casa.
Nessun nuovo contatto.

Lunedì 24 febbraio 2020

Sono andata a lavoro in auto e lì ho incontrato sempre e solo i soliti colleghi.
Nessun nuovo contatto.

Martedì 25 febbraio 2020 / Venerdì 28 febbraio 2020

Smartworking.
Due volte, la sera, sono stata a camminare in mezzo ai campi. Solo contatti a distanza di sicurezza.
Venerdì sono stata al centro commerciale a pranzo. Ci saranno state una decina di persone in fila per prendere la piadina.

Contatti umani: 10 persone.

Sabato 28 febbraio 2020

Esausta dall’isolamento, sono andata in pizzeria. Piena, gente ammassata in coda all’ingresso.

Di giorno sono andata in giro per negozi e sono stata pure in un bar (persone incontrate? Boh… 20?).

Contatti umani: almeno 40, di cui 4 (i camerieri e la cassiera) più stretti.

RIASSUNTO

Facendo due conti, nelle ultime tre settimane ho avuto una media di 800 contatti a rischio (quante nuove persone ho incontrato nei giorni precedenti), con una punta di 1174.

Grazie allo smart working l’ho ridotto drasticamente ai 208 di ieri (ma eravamo arrivati a 150 giovedì, prima che ricominciassi ad uscire).

Questo banalissimo algoritmo che ho messo su in pochi minuti, dimostra l’efficacia dello smart working nell’evitare i contatti umani e, di conseguenza, a probabilità di contagio.

Se incontro 1174 persone ho 5,6 volte la probabilità di incontrare una persona contagiosa o, se lo fossi io, di passare il virus a qualcuno che, magari, ha le barriere immunitarie più compromesse delle mie.

10 Replies to “Cronache di un virus: giorno 1/2, ho incontrato 1174 persone”

  1. Noi non facciamo “smart-working” semplicemente perché non abbiamo “smart-workers”.
    Ho colleghi di una ignoranza informatica di base davvero preoccupante, non sarebbero mai in grado di cavarsela.
    In ufficio mi chiamano ancora per sbloccare un pop-up, per salvare con nome, o per creare un PDF.

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    1. Sul creare un pdf stenderei un velo pietoso. Ho colleghi che al posto di salvare il pdf che stanno leggendo (scaricato da siti vari), fanno stampa in pdf. Così, chiaramente, viene persa l’indicizzazione e la possibilità di usare la funzione cerca (oltre ad avere un file gigante)!
      Martedì ho fatto un mini corso ai colleghi per spiegare come si accende la saponetta

      Piace a 1 persona

      1. Il nostro problema è che l’età media dei dipendenti è alta, e la predisposizione alla tecnologia è bassa. Io, che faccio assistenza interna, vengo chiamato ogni giorno per i motivi più impensabili.

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