Cronache di un virus: giorno 4, l’igiene personale

Siamo arrivati al quarto giorno, quello in cui ti inizi a chiedere se stai seguendo tutte le solite abitudini di igiene personale o stai dimenticando qualche step.

I media ci ricordano di continuo di lavare accuratamente le mani quando rientriamo a casa, ma il problema è che non usciamo mai, quindi non rientriamo.

Al mattino ci alziamo e accendiamo il pc dell’ufficio mentre ancora sorseggiamo il caffelatte della colazione. Ho ancora la tazza da lavare e sono quasi le 23.

E’ un attimo dimenticarsi di lavare i denti, la faccia, le orecchie e le ascelle. Per fortuna ho l’abitudine di fare la doccia la sere prima di andare a dormire, almeno una lavata generale me la do.

Stamattina ho lavato la faccia a mezzogiorno. Non ricordo di essermi pettinata.

Questo trimestre il fatturato di Kiko Make Up (e non solo, purtroppo, crollerà vertiginosamente). Mi spiace per tutti i tifosi dell’Atalanta. Per chi ancora non conoscesse il nesso tra un prodotto prettamente femminile ed uno sport seguito in gran parte dagli uomini, il solito Wikipedia darà rapidamente la risposta.

Comunque alla fine i denti li ho lavati anche dopo cena.

Non vedo la luce. Oggi non sono neanche andata a camminare, c’era troppo vento. Non vedo la luce, dicevo, perché oggi il capo ci ha chiesto si segnalargli con quali dispositivi abbiamo problemi perché domani ne avrebbero parlato nel nuovo Comitato di Crisi. Perché parlarne se venerdì è l’ultimo giorno? Probabilmente loro che sono in sede sanno che non sarà così. Non rimarrà un mistero per molto.

Sono stanca di non vedere nessuno. Sono stanca di condividere le mie giornate con un computer attraverso cui sento le persone con cui sono abituata a condividere le mie giornate.

Domani arriverà lo stipendio. E’ il 27.

8 Replies to “Cronache di un virus: giorno 4, l’igiene personale”

  1. L’unica nota positiva? Il 27? Forza e coraggio, io esco sul mini balcone, mi giro, mi rigiro, vado su e giù x casa! Chiaro, non lavoro ad un po’ e non sono vincolata, ma non dirmi che qualcuno è già consapevole che venerdì non sarà l’ultimo, perché una settimana a casa da scuola, ci può stare, due sono veramente troppe! Dopo mi viene l’esaurimento e non il virus!

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