Cronache di un virus: giorno 3, il Balle Rino

La giornata si preannuncia lunga e noiosa.

Non sono una fan dello smart working perché l’unico momento di svago concesso è al cesso. Ma a me non scappa così spesso la pipì.

Ho bisogno di muovermi e vedere gente.

Tutto il giorno davanti al computer. Una call conference da un’ora e dodici minuti, file excel da 13750 righe da esaminare e nessuno con cui parlare.

Io e il pc. Anzi, io e lo schermo della TV a cui ho attaccato il computer.

La mia postazione da Smart Working

Stare a casa tutto il giorno, però, ti permette di conoscere qualche pettegolezzo di paese in più. Come avevo raccontato in un precedente post, sabato sera si era diffusa la voce che un nostro compaesano fosse nella lista degli infettati (leggi qui), notizia rivelatasi poi parzialmente falsa.

La sciura di paese ha attivato la sua rete di conoscenze ed è riuscita a risalire all’identità dell’uomo, il 70enne che si è trasferito un anno fa in altro Comune. Pare che lui, coi medici del primo ospedale, sia stato piuttosto reticente nel descrivere nel dettaglio i suoi spostamenti. Una volta trasferito al Sacco di Milano, però, non ha potuto più mantenere il suo segreto.

Nei giorni precedenti all’infezione, l’uomo è andato a Codogno a ballare… di nascosto dalla moglie! Che Balle Rino!

Il peggio, per lui, deve ancora venire. E avverrà dopo le dimissioni dall’ospedale.

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