Cronache di un virus: giorno 2, si torna al lavoro

Il tanto temuto lunedì è arrivato.

Tornare in ufficio significa prendere il pullman e poi la metropolitana. Non sono un’allarmista, ancora meno una complottista, ma tendenzialmente un’asociale. E oggi di prendere la metropolitana proprio non mi va.

Oggi vado a lavoro in macchina.

Decido di svegliarmi 10′ prima del solito e alle 7.50 sto già guidando. Paullese libera come fosse sabato mattina, clima surreale. Eppure è lunedì ed il milanese è conosciuto per la sua dedizione al lavoro, cascasse il mondo. Ma forse il Corona Virus ha creato talmente tanto panico che la celeberrima dedizione al lavoro è venuta meno.

Mi ricredo appena arrivata in via Marocchetti, uscita Corvetto della Tangenziale Est. Se per arrivare all’uscita della tangenziale ci ho messo 10′ (10 km), per fare gli ultimi 2 ce ne metto 15 di minuti. La dedizione al lavoro dei milanesi è salva. Almeno quella.

Arrivo in ufficio alle 8.15. Per paura di arrivare tardi, sono arrivata in anticipo, ma va bene così. Oggi sarà una giornata strana.

Noi ci siamo tutti, tranne quelli ammalati, in ferie e in smart working programmato.

Alle 9, però, è stato convocato il Comitato di Crisi. Sì, perché se gli enti territoriali emanano comunicati restrittivi, le aziende devono emettere in atto le procedure di gestione di queste restrizioni. Noi siamo in circa 300 dipendenti e sicuramente alcuni colleghi arrivano dalla zona rossa.

Nel corso della giornata si viene a sapere che tre persone abitano in quell’area e stanno lavorando da casa. Uno di questi è uno dei responsabili del team di lavoro che ha messo giù, tra l’altro, tutta la struttura per lo smart working. Proprio lui non poteva farsi trovare impreparato. Però è a casa e sta aspettando che gli vadano a fare il tampone.

Un quarto collega è in isolamento volontario. Lui non abita né in Lombardia né in Veneto, ma la scorsa settimana ha fatto un appuntamento con un cliente proprio in uno dei comuni a rischio, così, con il corretto senso civico, è andato ad “autodenunciarsi” ed ora è chiuso in casa col suo pc. Anche lui può lavorare.

Il Comitato di Crisi, una decina di uomini rinchiusi in una stanza, stabilisce che da domani (martedì) tutti i dipendenti di Lombardia e Veneto potranno fare smart working, indipendentemente dagli accordi sindacali (2 giorni al mese, non consecutivi, senza accavallarsi coi colleghi, non a ridosso delle ferie). Fino a venerdì o comunque fino a nuova comunicazione.

Parte l’organizzazione del lavoro per la settimana lontana: verifica della dotazione aziendale (pc portatili, saponetta per il collegamento a internet, applicativo per il telefono fisso, cuffie). Nel mio ufficio siamo in 27, quasi tutti in Lombardia. Ma ci sono colleghi anche in Veneto, Emilia Romagna, Puglia e Sicilia.

Facciamo il gruppo whatsapp. Lo faccio io che non ho tutti i numeri di telefono.

Mando una mail con un link a google drive dove scrivere se si hanno o no i 4 elementi della dotazione aziendale e poi l’invito ad unirsi al gruppo whatapp con il link o inquadrando il codice QR.

Poi creo un gruppo su Yammer (una specie di facebook a cui si accede solo con mail aziendali) in modo da sentirci meno lontani e dare informazioni di varia natura.

Quasi un presagio il corso di Social Organization che ci stanno facendo fare (per fortuna, però, conoscevo e usavo già quasi tutti gli strumenti presentati).

Il più è fatto.

Dopo pranzo c’è chi decide di portare le chiacchiere per festeggiare il carnevale, visto che non ci vedremo per qualche giorno. C’è un clima da film di guerra, come se stessimo partendo per il fronte. L’ultimo saluto.

E’ difficile mandare avanti il lavoro ordinario. Nel pomeriggio spiego ai colleghi che non le hanno mai usate, il funzionamento di saponetta per internet e cuffie per il telefono. Un po’ di indecisione, ma siamo tutte persone sveglie, più insicurezza che difficoltà.

Ci scambiamo consigli sulla deviazione del telefono fisso sul cellulare (in caso l’app non funzionasse bene), su come collegare il pc portatile alla TV con il cado HDMI perché non potremo stampare e visualizzare documenti e file in grande può essere utile.

Tu porti a casa anche la tastiera?

Lo Smart Working viene esteso a tutte le regioni d’Italia. Da domani saranno in ufficio solo primi e secondi livelli (i capi, quelli che riferiscono direttamente all’Amministratore Delegato [primi livelli] e quelli che riferiscono solamente a chi riferisce direttamente all’AD [secondi livelli]), oltre ai commerciali. Tutto personale dotato di auto aziendale.

Si avvicinano le 17 e, come bravi scolaretti, prepariamo tutti il nostro zainetto nel quale riponiamo il PC, il cavo di alimentazione, le cuffie, la saponetta, il mouse e la tastiera.

Zaino da cui sbuca la tastiera.
Zaino da cui sbuca la tastiera.

Noi siamo pronti a gestire l’emergenza.

8 Replies to “Cronache di un virus: giorno 2, si torna al lavoro”

    1. esatto… diminuire al massimo per qualche giorno i contatti sociali per ridurre al minimo la possibilità di contagio… intanto noi possiamo dimostrare ai nostri capi che possiamo lavorare efficientemente anche senza la costante supervisione di qualcuno

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      1. Ed è un ottima cosa… Non so perché non facciano lo stesso anche nell’ufficio del mio compagno… Potrebbero tranquillamente lavorare da casa… Farò un post anche io oggi… C’è chi se ne frega altamente pur essendo tra i soggetti deboli…. Io non riesco proprio a capire le persone…

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