Cronache di un virus: giorno 1, il cittadino di Mediglia

Ci è voluto poco perché il panico si diffondesse.

Un 38enne all’ospedale, i contagiati, i tamponi, la zona rossa, la quarantena, nessuno esca di casa, ci sono altri casi, lui ha la tosse, cosa succede, uno è dietro casa, andiamo al supermercato, all’Esselunga c’è solo il tonno limone e pepe rosa (chi lo produce si faccia qualche domanda), domani si va a lavoro, i mezzi pubblici.

Come faccio?

Cronaca di un weekend di follia.

La follia, di cui il panico è figlio prediletto, ci ha messo poco a prendere spazio e governare le nostre menti e a farci sentire addosso tutti i sintomi di una malattia che non conosciamo. Raffreddore, tosse, mal di ossa, dolori intestinali, anche il mal di testa, ci fanno pensare al contagio e ripercorrere all’indietro tutti i nostri contatti degli ultimi 15 giorni. Facciamo 20 o 30 per sicurezza, meglio stare larghi.

Per poi renderti conto che è impossibile ricostruirli, anche se sei un orso. Un orso che va a lavorare tutti i giorni prendendo i mezzi pubblici affollati. Un orso che va in palestra e, anche se usa l’asciugamano, condivide attrezzi e tappetini con persone di cui non sa niente.

E’ sabato sera quando scatta l’allarme in paese: un cittadino di Mediglia, ricoverato a Melegnano (qualcuno mi spieghi perché l’ospedale di Vizzolo Predabissi viene comunemente chiamato ospedale di Melegnano) è risultato positivo. Si sa solo che è un uomo sui 70 anni. Mediglia, il comune dove risiedo, ha 11 frazioni distanti tra loro parecchi chilometri di campagna. Lui non si sa in quale frazione viva. Nessuno sa niente di lui e chi sia. Neanche la sciura di paese, quella che conosce tutti i 12 mila residenti oltre a quelli passati e pure i futuri. Niente.

Panico. Al supermercato, la domenica mattina, mentre la gente fa scorta di acqua (l’acquedotto è perfettamente funzionante) ed io faccio ben 6 € di spesa, non si parla d’altro, infischiandosene della distanza di sicurezza. Perché il pettegolezzo è più forte del virus. Anche del Corona Viurs.

Nessuna notizia certa, forse abita in quella via, ma nessuno ha visto niente. In quella via nessuno manca all’appello, quindi o è un fantasma oppure c’è qualcosa che non va. La sciura di paese non può non saperlo.

E infatti, puntuale, arriva la smentita del Sindaco che fa un video (in epoca social, non puoi che comunicare coi concittadini tramite il web) in cui dice che il 70enne ricoverato ha cambiato casa da oltre un anno. Non è più iscritto nelle liste comunali.

Un sospiro di sollievo. Il mostro fa paura, ma se è a casa è il panico.

Ma domani e lunedì e ci sarà un altro mostro da affrontare: i mezzi pubblici.

 

12 Replies to “Cronache di un virus: giorno 1, il cittadino di Mediglia”

  1. Diciamo pure che o c’è mala informazione, o si tende ad esagerare sia in televisione che proprio le persone. Ieri sentivo di gente che scappa dalle varie zone rosse perché si sente prigioniero. Ah, ma vai pure a rischiare di infettare qualcuno. Menefreghismo assoluto. Complimenti al tuo collega che si è auto denunciato.
    Al Tg 2 hanno fatto un plauso agli inviati in quelle zone perché la situazione non è facile. Ma mica sono andati in zone di guerra o radioattive.
    Io non dico che non sia una cosa grave, ma è un’influenza (della quale si muore a migliaia ogni anno) un po’ più virulenta e tra l’altro le persone morte erano tutte anziane e con varie patologie.
    Ed ultimo: le precauzioni per evitare il contagio sono quelle base della normale civiltà: non tossire in faccia alla gente e lavarsi bene le mani quando si torna a casa. Ma qualcuno sembra averlo scoperto solo ora.
    Mchan

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    1. Già, nelle misure base non c’è scritto di saccheggiare i supermercati perché non ci stiamo rifugiando a tempo indeterminato in un bunker antiatomico, ma, persino nelle zone rosse, i supermercati vengono costantemente riforniti e funziona addirittura la spesa online.

      P.S. Nel supermercato del mio paese c’è tutto, mancano solo le patate. Si vede che, vista la partenza per NY di Chef Damiano Carrara (ho scoperto una settimana fa che abita qui), ci stiamo dando al salato…

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      1. No, ma davvero??? Damiano abita vicino casa tua??? Wow!!! 😁😍
        Sì, ma infatti c’è un allarmismo esagerato. Per non parlare di quei poveri cinesi che vivono qui (e che magari non vedono la madre patria da decenni) evitati manco avessero la peste.
        Mchan

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    1. Già… supermercati presi d’assalto (dove mette la gente tutti rotoli di carta igienica che ha comprato?) senza motivo, visto che sono aperti e costantemente riforniti. Senza tenere conto che una famiglia italiana media ha già in casa pasta a sufficienza per un paio di mesi e congelatore straripante di carne, pesce e verdure. Solo la frutta è un po’ di meno, ma si sopravvive senza problemi ad una settimana senza frutta

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