Guido Guinizelli: Al cor gentil rempaira sempre amore

Da questa settimana inizio una rubrica letteraria. Su consigli di amici competenti in materia (una professoressa di italiano!), mi farò consigliare testi e poesie di cui andrò a commentare il testo come quando, a scuola ci facevano fare l’analisi del testo o la parafrasi della poesia. Con una sola differenza: nessuno qui mi darà il voto, quindi posso scrivere quello che penso realmente e non ciò che la prof si aspettava che io scrivessi.

Il primo testo che prenderò in analisi è Al cor gentil rempaira sempre amore di cui, con il mio background economico-finanziario, non avevo mai sentito parlare.

Contestualizziamo un po’ lo scritto con la fonte del sapere dei nostri tempi: Wikipedia!

Al cor gentil rempaira sempre amore è una poesia di Guido Guinizelli ed il primo testo letterario della nuova tendenza poetica che nasce in Italia nella seconda metà del XIII secolo: il dolce stil novo. Quest’opera è considerata il manifesto programmatico ed esemplare dello stilnovismo.

Link a Wikipedia

Guido Guinizelli è nato nel 1235 ed è morto nel 1276, a 41 anni (ho già fatto io i conti, così non dovete cercare la calcolatrice sul cellulare). Sì, era piuttosto giovane quando è schiattato.

Il dolce stil novo sono certa di averlo già sentito, almeno di nome me lo ricordo e mi rievoca alla memoria l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso della celeberrima opera di Dante Alighieri La Divina Commedia. Ma finiamola qui, perché, come già anticipato, io ho un background economico-finanziario e il voto più alto all’Università l’ho preso in Scienza delle Finanze, mica in Letteratura Italiana!

Quindi, bando alle ciance, e veniamo alla nostra poesia. In corsivo troverete il testo originale, mentre coi caratteri normali il mio commento in italiano corrente.

Al cor gentil rempaira sempre amore

Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e ‘l modo ancor m’offende.
Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
lo scriverò sui muri e sulle metropolitane
di questa città, milioni di abitanti
che giorno dopo giorno ignorandosi vanno avanti

Mixare il Canto di Paolo e Francesca di Dante Alighieri con Serenata Rap di Jovanotti l’ho sempre voluto fare da quando la prof. Marzocchi, per punizione, ce lo fece studiare tutto a memoria!

come l’ausello in selva a la verdura;

Non vorrei essere sconcia, ma l’ausello sulla verdura mi fa pensare ad un uccello che non vola che esplora quell’aiuola che Gianluca Grignani rasò tanti anni fa!

né fe’ amor anti che gentil core,
né gentil core anti ch’amor, natura:
ch’adesso con’ fu ’l sole,
sì tosto lo splendore fu lucente,
né fu davanti ’l sole;
e prende amore in gentilezza loco
così propïamente
come calore in clarità di foco.

Questo pezzo è difficile, cerco di tradurlo.
Sta tizia col cuore gentile, l’ha fatta annusare a tutti, ma non l’ha data a nessuno, ma adesso che c’è il sole, fa caldo, c’è tanta luce, l’ha data al primo che è passato, alla luce del sole (= è finita su Novella 2000) ed ora è tutta infervorata di passione. Chiaramente l’autore è uno di quelli a cui non l’ha data e l’ha presa gentilmente in loco (“prende amore in gentilezza loco”)

Foco d’amore in gentil cor s’aprende
come vertute in petra prezïosa,
che da la stella valor no i discende
anti che ’l sol la faccia gentil cosa;

Qui si fa un po’ di confusione tra passione e cuore, stelle e sole e poi ci mettiamo anche una pietra preziosa che non guasta mai.
Cercando di dare un’interpretazione: ragazza che ardi di passione hai fatto il guaio, quindi vedi di farti regalare l’anello di fidanzamento (la pietra preziosa) prima che la stella discenda (che il semino vada a fecondare l’ovetto, ovvero prima di farti ingravidare) e che la panza si veda. Matrimonio riparatore in vista!

poi che n’ha tratto fòre
per sua forza lo sol ciò che li è vile,
stella li dà valore:
così lo cor ch’è fatto da natura
asletto, pur, gentile,
donna a guisa di stella lo ’nnamora.

Quel bastardo (il vile) ti ha deflorato (ha tratto il fiore), è così che funziona, quindi, donna, innamorati di lui e sposalo.

Amor per tal ragion sta ’n cor gentile
per qual lo foco in cima del doplero:

Per questo motivo il tuo cuore gentile fremeva di passione davanti al suo candelabro. Io qui chiamo l’aiuto da casa! Ho cercato “Doplero” sul web e google mi ha risposto dicendomi che significa candelabro. Boccaccio, noto per la sua castità, usò un’altra forma di tale termine in questo verso: “con un gran doppiere acceso innanzi se n’entrò”. Immaginate dove Boccaccio volesse entrare tutto acceso pure lui.

splendeli al su’ diletto, clar, sottile;
no li stari’ altra guisa, tant’è fero.

“Splendido splendente come sono affascinante faccio salti con la mente.”
Questo è tutto.

Così prava natura
recontra amor come fa l’aigua il foco
caldo, per la freddura.

Così è la natura, come l’acqua e il fuoco, come il caldo e il freddo.
Gli opposti che si attraggono… “siamo due calamite viventi, tutto il resto del mondo non c’è” (Due, Raf)

Amore in gentil cor prende rivera
per suo consimel loco
com’ adamàs del ferro in la minera.

Abbiamo capito che il cor gentil (la ragazza) lo prende da tutte le parti, anche in Riviera (Romagnola, Ligure o entrambe) per consumarlo in loco. No da asporto, grazie. Facciamo in fretta che devo andare a lavorare in miniera, passami il piccone (il ferro).

Fere lo sol lo fango tutto ’l giorno:

Faremo la lotta nel fango tutto il giorno.

vile reman, né ’l sol perde calore;

“Sul mare col pattino, vedere gli ombrelloni lontano
lontano, nessuno ci vedrà vedrà vedrà
per quest’anno non cambiare, stessa spiaggia stesso mare”

dis’omo alter: «Gentil per sclatta torno»;
lui semblo al fango, al sol gentil valore:

Ragazza, guarda che torno. Intanto tu vai a farti una doccia perché il fango se si asciuga diventa duro.

ché non dé dar om fé
che gentilezza sia fòr di coraggio

Su, forza e coraggio, ragazza se ti lavi il fango viene via!

in degnità d’ere’
sed a vertute non ha gentil core,

Però sei un po’ una svergognata perché la tua aiuola l’hanno rasata tutti (non ha gentil core).

com’aigua porta raggio
e ’l ciel riten le stelle e lo splendore.

 

Come quando piove con il sole e nel cielo ci sono le stelle di giorno.
In pratica lui sta dicendo che è impossibile che lei fosse illibata (la ragazza col cor gentile).

Splende ’n la ’ntelligenzïa del cielo
Deo crïator più che [’n] nostr’occhi ’l sole:
ella intende suo fattor oltra ’l cielo,
e ’l ciel volgiando, a Lui obedir tole;

Qua fa riferimento ai 10 comandamenti: “non commettere atti impuri”
Dio ha creato il Sole e il Cielo, ma lei ha voluto fare di testa sua facendolo arrabbiare (non ha rispettato uno dei 10 comandamenti).

e con’ segue, al primero,
del giusto Deo beato compimento,
così dar dovria, al vero,
la bella donna, poi che [’n] gli occhi splende
del suo gentil, talento
che mai di lei obedir non si disprende.

Come prima cosa Dio è nel giusto e la bella donna non doveva concedere il suo gentil talento (l’illibatezza) fino al matrimonio, ma non ha obbedito.

Donna, Deo mi dirà: «Che presomisti?»,
sïando l’alma mia a lui davanti.

La donna, mettendo a nudo la sua anima, immagina che Dio le chieda che cosa le hanno promesso (la mela tentatrice).

«Lo ciel passasti e ’nfin a Me venisti
e desti in vano amor Me per semblanti:
ch’a Me conven le laude
e a la reina del regname degno,
per cui cessa onne fraude».

Ho fatto l’amore sotto le stelle, “Credevo fosse amore, invece era un calesse” (titolo di un film del 1991 di Massimo Troisi), lui mi cantava: “Sei la più bella del mondo, religione per me, mi piaci da impazzire” (Raf) per cui tanto cessa non sono.

Dir Li porò: «Tenne d’angel sembianza
che fosse del Tuo regno;
non me fu fallo, s’in lei posi amanza».

A questo punto interviene il lui che l’ha deflorata: “Ogni scarrafone è bello a mamma soja” (Pino Daniele), ha messo solo il suo fallo dentro la patanza.

Nota Bene
Le mie considerazioni non hanno alcun valore letterario né scientifico, quindi non mi assumo responsabilità di alcun tipo nel caso uno studente decidesse di commentare la poesia prendendo spunto da ciò che ho scritto io. E voi, prof, siete autorizzati a mettergli 4 a tal studente.

2 Replies to “Guido Guinizelli: Al cor gentil rempaira sempre amore”

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