Un’estate al mare: il mio viaggio in Salento

Quest’anno ho fatto le vacanze al mare. In Italia.

Decisamente low profile per chi, come me, ama organizzare tour on the road anche in altri continenti! Ma ogni tanto ci vuole anche il relax.

E così ecco che ho prenotato una struttura con un noto tour operator tramite agenzia viaggi (non solo profilo basso, ma anche basso livello di fatica!), bella ma adatta per farci una settimana, la seconda diventa ripetitiva. Non sto a riportare la recensione che ho già fatto su Tripadvisor, vi lascio il link.

MILANO-LECCE IN TRENO

Abbiamo fatto il viaggio in treno. Erano anni che non lo prendevo per un lungo spostamento, ancora più tempo che non sceglievo l’Intercity Notte che non è cambiato molto rispetto ai vagoni letto degli anni ’80. Compresi odore e temperatura.

Io, la più alta del gruppo (eravamo in 3 in una cabina da 3 letti), ho dormito in alto, nella cuccetta più corta e tondeggiante, così da avere la perfetta sensazione di stare in un loculo. La certezza di essere vivi ce l’hai grazie alle gocce di sudore che scorrono ovunque, perché il caldo è davvero insopportabile e l’aria condizionata di fatto inesistente. Il lenzuolo fornito serve solo per evitare che il contatto pelle su pelle peggiori il livello di appiccicaticcio.
Nota positiva: viene fornita una bottiglietta d’acqua (calda, naturalmente) e al mattino merendina e succo di frutta.

Per fortuna al ritorno abbiamo preso il Frecciarossa che ci mette 8 ore anziché 12. Viaggiare in Business, poi, è tutta un’altra storia!

IL SALENTO IN AUTO

Abbiamo noleggiato una Fiat Panda in stazione (prenotata online già prima di partire), ottima per 4 persone, un po’ meno per 4 persone con 4 valige grandi. Non tanto per i 5 della seconda settimana.
Avevamo provato a fare l’upgrade quando siamo “aumentati”, ma non c’erano altri mezzi disponibili.
Alla fine è andata bene.

Il problema della Puglia sono le strade. Noi a Milano siamo abituati ad autostrade, tangenziali, provinciali tutte perfettamente manutenute, con spartitraffico e guardrail.

In Puglia no. In Salento non abbiamo trovato strade a pagamento né qualcosa che possa vagamente assomigliare alla Tangenziale Est. La superstrada per andare a Lecce è una grande strada a doppio senso di marcia (due corsie per ogni direzione), a tratti senza spartitraffico e con LE ROTONDE!!!! Ecco, tu sei convinto di essere su una strada a scorrimento veloce e ti appare l’avviso, su display luminoso, “strada con rotonde”. Tiè.

Le Strade Provinciali sono le mie preferite. Generalmente sono ad una corsia per ogni senso di marcia, chiaramente non c’è lo spartitraffico (non sono sicura neanche ci sia la riga in mezzo), ma ciò che le caratterizza sono i guardrail in materiale locale: i sassi.
Tu guidi su queste provinciali in mezzo agli ulivi colpiti dalla xylella (quindi già desolanti di per sé) e l’unica cosa che ti divide dai campi aridi è un muretto di pietre salentine.

Se digitate su google “strade salento”, una delle prime immagini che appare è questa:

Fonte: ilpaesenuovo.it

Ce ne sono alcune anche a senso unico alternato che noi abbiamo, logicamente, percorso al buio.

Il traffico è limitato, anche ad agosto non c’è un gran numero di auto in giro. Ma c’è un problema, anzi due. Gli automobilisti si dividono in due categorie:

  1. Quelli la cui velocità di punta in discesa con vento a favore è 30 km/h
  2. Quelli che a 30 km/h al massimo ci fanno manovra per entrare in box

Di solito noi trovavamo quelli di cui al punto 1 per chilometri e chilometri. Quelli del punto 2 si dileguano talmente facilmente che speri solo di non trovarli poco più avanti contro qualche ostacolo sul loro percorso.

IL MARE

Sul mare nulla da dire. Noi eravamo a Lido Marini, località a 4 km dalle Maldive del Salento. Una delle spiagge preferite dalle famiglie per i fondali bassi e l’acqua calda.

Le Maldive del Salento
Lido Marini
Lido Marini
Lido Marini
Torre Mozza
Il tacco d’Italia (Santa Maria di Leuca)
Marina di Castro (Grotta di Zinzulusa)
Vista da Santa Maria di Leuca

In tutte le spiagge dove siamo stati, però, ci sono dei pesciolini incattiviti. Loro amano i piedi e… li pizzicano. Non che facciano male, non lasciano neanche segni, ma ti senti pungere e pizzicare quando meno te l’aspetti e inizi a lanciare le peggio imprecazioni contro questo piccolo essere della natura color sabbia che ama le pellicine.

LE CITTÀ

A Lecce ci ero già stata due anni fa. Lecce la barocca, ma io la chiamerei Lecce la città fantasma.
A Lecce non c’è in giro nessuno. Sarà per il caldo, sarà perché ci sono stata ad agosto, ma le strade erano semi deserte. Da quello che mi hanno detto, anche la sera è uguale.

Al contrario, invece, Gallipoli: talmente tanta gente che non ci si può muovere. Talmente tanta gente che devi parcheggiare a 2 km dal centro. Talmente tanta gente che arrivi e hai già voglia di andare via, nonostante il centro storico sia molto bello.
Ci sono stata due volte: la prima c’era un vento pazzesco, la seconda faceva caldissimo.

La mia preferita è stata però Otranto. Sia la città (caldo e vento anche qui), sia la cava di Bauxite dove ho scattato foto che sembra di essere in qualche meta esotica!

13 Replies to “Un’estate al mare: il mio viaggio in Salento”

  1. Hallo!
    Sono stata a Lecce quasi 10 anni fa e mi ricordo che c’era molta gente, anche sulla strada per arrivarci che all’epoca non aveva rotatorie 😜
    Bellissimi posti!😍
    Mchan
    Ps: ma come? I pesciolini che ti mangiano le pellicine morte ai piedi sono molto di moda e tu che ce li avevi gratis ti lamenti?
    Pps: penso che io non sarei mai entrata in acqua dato che detesto che mi si tocchino i piedi 😜😜

    Piace a 1 persona

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