Quando raggiungiamo un traguardo, in ambito personale o lavorativo, vorremmo gridarlo ai quattro venti. Dirlo a tutti. Condividere la propria gioia.

Che sia una promozione, la patente a 18 anni, un nuovo fidanzato, un acquisto importante tanto desiderato, una vacanza fantastica.

Sarebbe bello… ma gli altri?

Agli altri, per quanto tuoi amici, non sempre fa piacere condividere le tue gioie.

L’amica che si fidanza e ti parla solo del suo lui, di quanto è bello condividere tutto e quanto è piena la sua vita ora che non è più da sola.

Il collega con cui hai condiviso le pause macchinetta che è stato promosso o ha preso il premio. E tu no, nonostante tu ti considerassi almeno al suo pari.

L’acquisto di una casa, la vacanza di una vita condivisa con le foto sui social che vengono viste da chi lavora più di te e fa fatica a sbarcare il lunario (anche se magari non si rende conto che tu, per pagarti queste cose costose, hai rinunciato agli abiti di marca che lui compra e hai passato i weekend degli ultimi 2 anni sempre in città).

Nessuno è immune.

Ti senti la felicità altrui sbattuta in faccia.

Io sono felice. Tu no.

Io ho tutto. Tu sei uno sfigato.

Anche con le migliori intenzioni, di solito gli altri percepiscono così la nostra felicità. Pure gli amici che, razionalmente, sono contenti per noi.

Io sono un’entusiasta di natura e la mia euforia mi farebbe parlare, scrivere e condividere tutto ciò che di bello mi capita. Per questo ho un blog. Se le cose belle le scrivo qui, nessuno è obbligato a leggerle.

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