…me lo dicevano sempre mamma e papà quando ero piccola.

Poi, crescendo, ho scoperto le bugie a fin di bene. Poi ci rendi conto che, in realtà, di bugie ce ne sono di diversi tipi e non sempre sono un male.

Sabato pomeriggio mi ha chiamato il mio vicino di casa. Abito in una piccola palazzina di due piani per 4 appartamenti, quindi non ho molti vicini. Con ognuno di essi ho un civile rapporto di saluto sulle scale, suddivisione delle spese e manutenzione dell’immobile. Niente di più.

Sabato mi chiama e già pensavo si fosse rotta la pompa dell’acqua o ci fosse di nuovo da fare lo spurgo. Di solito ci sentiamo per queste cose. NO. Mi chiede se gli posso prestare 300 € perché deve pagare l’assicurazione.

Ci sono mille motivi per cui ad una richiesta di prestito è sempre meglio dire di no. Con gli amici crei imbarazzo, coi conoscenti crei imbarazzo e, se i soldi non tornano indietro, crei malumori. Meglio evitare, perché comunque vada NON sarà un successo.

Gli ho detto di no. Gli ho detto che ho avuto delle spese anch’io questo mese (vero). Gli ho detto che non potevo.

Non gli ho detto che non volevo. Non gli ho detto che le voci in paese girano. Non gli ho detto che in paese si dice che lui si sia giocato un sacco di soldi a carte (intere palazzine che gli aveva lasciato in eredità suo padre) e che il primo pensiero che ti viene in mente non è l’assicurazione auto, ma che il tuo prestito serva per saldare un debito di gioco. Gli ho detto di no e ho detto una bugia. Una mezza verità.

SOTTOTONO – MEZZE VERITÀ

 

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