Sarebbe più semplice certe volte se tutto rimanesse sempre immobile, così com’è. Fermo all’infinito.
Un piccolo equilibrio di tranquillità, una normale sensazione di stranezza che ci accarezza, si finge amica e se ne va delusa quando le sembra che inizi a camminare più veloce di lei. Ti lascia andare puntandoti il dito, ti guarda con gli occhi di traverso come se le stessi portando via qualcosa che non ti appartiene, ma che non appartiene neanche a lei.
Eppure è tutto immobile, come nel sogno più semplice.
Cammino ancora piano, cammino ancora sulla strada tortuosa, quella piena di salite e il sapone che la rende scivolosa. È ancora così, esattamente come la tua, anche se ora ho dovuto smettere di seguire la tua scia, di mettere i piedi sul tuo terreno.
Sono di qua, su quel sentiero sul quale forse vorresti camminare solo perché hanno scelto me.
Con le tasche vuote.

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