Negli ultimi tempi, in TV e nella musica sembra ci sia un ritorno agli anni ’90. Al mito degli anni ’90.

Basta guardare 90 Special su Italia 1 che parte il revival di quando eravamo dei ragazzini che, a rivederlo oggi, sembra tutto perfetto.

Ma siamo sicuri fosse davvero così?

Noi venivamo etichettati come generazione di apatici, senza ideali. I nostri genitori avevano vissuto gli anni ’60, avevano grandi idee. Noi cosa volevamo? Boh, probabilmente niente. Arrivare a fine giornata tranquilli, senza rompimenti, senza sbattimenti, senza problemi. Per questo eravamo apatici.

Noi occupavamo la scuola e facevamo autogestione ogni anno prima di Natale e non sapevamo neanche il perché. Era un modo come un altro per iniziare le vacanze una settimana prima. Il motivo non era importante, contava il risultatol

Qualcuno ci credeva davvero e organizzava riunioni a cui si preferivano i gruppi di discussione su argomenti come le droghe leggere e il sesso, di cui si parlava molto più di quanto se ne facesse.

Ascoltavamo musica che, alle orecchie degli adulti, era di merda. Cantanti stonati e che non cantavano. Era il rap, ma nessuno l’aveva mai sentito.

Estate 1992 anno dell’Europa Unita delle mie delle tue vacanze
Come ogni caldo agosto
In giro per l’Italia a farci il culo arrosto
Dove andiamo? Ostia Fregene Rimini Riccione
Un’altra abbronzatura ed un’altra canzone

Uscivamo il sabato sera e tiravamo le 4 del mattino, quando andava bene. Perché i giovani tornavano a casa all’alba.

Di notte le parole scorrono pi lente
Per molto pi facile parlare con la gente
Conoscere le storie, ognuna originale
Sapere che nel mondo nessuno normale
Ognuno avr qualcosa che ti potr insegnare
Gente molto diversa di ogni colore
A me piace la notte gli voglio bene
Che vedo tante albe e pochissime mattine
La notte mi ha adottato e mi ha dato un lavoro
Che mi piace

Entravamo in discoteca all’1 di notte ed uscivamo che puzzavamo di sigaretta anche se non fumavamo. I genitori sentivano parlare di pasticche e tu che non sapevi come spiegare loro che, oltre a non conoscere nemmeno il listino prezzi, non avevi neanche idea di chi e dove le vendessero.

Avevamo la macchina, senza servosterzo che era meglio di 10 sessioni di allenamento in palestra, e niente cellulare. Già, tornavamo a casa alle 4 del mattino e la mamma non poteva chiamarci per sapere se andava tutto bene. Stava sveglia fino a quando non sentiva la chiave girare nella toppa della porta.

Questa casa non è un albergo
Lo dice anche papà
Tu te ne freghi non hai rispetto
E neanche la dignità

Siamo stati tra i primi a scoprire il web e a farci trascinare in chat rischiando incontri con gli sconosciuti. Sì, internet ha iniziato a diffondersi nella seconda metà degli anni ’90.
Stavamo in chat con amici sconosciuti online e i nostri genitori si lamentavano… per la bolletta.

Noi ci siamo diplomati con i voti in 60esimi ed un esame di maturità che faceva schifo. Estraevano le materie a caso per lo scritto e l’orale. Sapevi il giorno prima su cosa ti avrebbero interrogato dei professori che non avevi mai visto prima. Cinque anni di lavoro giudicati da degli sconosciuti.

Eppure ora, a 20 anni di distanza dalla loro fine, i 90 vengono visti con tanta nostalgia.

E noi, popolo della notte, apatico e senza ideali siamo stati rivalutati.

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