Avevo deciso che non avrei scritto niente sul Festival di Sanremo, a parte quello che ho pubblicato ieri (qui).

Ma poi kikkakonekka me l’ha chiesto e così ho riprogrammato di nuovo la mia fitta scaletta degli articoli del blog ed eccomi qui a fare la classifica.

20. Elio e le Storie Tese

Sono d’accordo con questa posizione: io gli Elii non li capisco. Questa canzone ancora di meno.
Li ami o li odi, li adori o sono un grande enigma. Ecco, avete capito da che parte sto.

19. Mario Biondi

L’ho trovato completamente tanto fuori posto al Festival, quando a posto al 19°. No, non ci siamo proprio. La canzone brutta, la sua voce che in italiano perde 110 punti su 100. Bocciata.

18. Roby Facchinetti e Riccardo Fogli

Che bisogno avevano RF e RF di andare a Sanremo? Boh… in più con un pezzo che nulla toglie e nulla aggiunge alla loro carriera (era Pooh allo stato puro) e che hanno pure cantato di cacca.

17. Nina Zilli

Quest’estate era preoccupata dei ritardi. E la canzone era brutta.
Quest’inverno arriva a Sanremo con un’altra canzone, magari meno brutta, ma decisamente fuori moda. Giusta posizione per Nina. Più bella che brava.

16. Decibel

Non ho capito la differenza tra i Decibel ed Enrico Ruggeri. Senza di lui, loro sarebbero nessuno, senza di loro, lui sarebbe uguale.

15. Red Canzian

Mi ha sorpreso e mi sarei aspettata un piazzamento decisamente migliore. Red in versione rock, lontano anni luce dai Pooh e dagli altri due Pooh in gara. Ci sta dentro davvero. Bravo e radiofonico. Avrà soddisfazioni.

14. Noemi

Una canzone che non fa rimpiangere la Noemi dei tempi migliori. Già, per una ragazza che non ha nemmeno 10 anni di carriera alle spalle, già si rimpiange il passato. In radio non se la filerà nessuno, ma almeno era un pezzo nelle sue corde.

13. Renzo Rubino

Oronzo Rubino è stato tenerissimo in conferenza stampa: ha regalato a tutti un piccolo cactus da “Custodire”, come il titolo della sua canzone. Per questo mi sta simpatico con la conseguenza che gli darei almeno un mezzo punto in più.
Il brano? Non me lo ricordo.

12. Enzo Avitabile e Peppe Servillo

Un mondo così diverso e distante dal mio che è per me ingiudicabile. Senza voto.

11. Le Vibrazioni

Canzone orecchiabile (mi ronza in testa da giorni), ritmata, magari non da festival, ma certamente da Vibrazioni. Metà classifica che sta un po’ stretto a Sarcina e soci, ma sicuramente il loro brano sarà tra i più passati in radio.

10. Giovanni Caccamo

Anche con la barba lunga mantiene la faccia da bravo ragazzo che tutti i papà vorrebbero come fidanzato per le loro figlie. Ci sbatte in faccia il suo innamoramento “Eterno” cantato in modo molto impreciso, troppo in preda all’emozione e così, nonostante il sacchettino regalato in sala stampa, conquista il 10° posto e nulla più.

9. The Kolors

Li avrei visti benissimo per l’Eurovision Song Contest, ma si sapeva fin dall’inizio che non avrebbero avuto alcuna possibilità di andarci (ci va il primo classificato, salvo rinuncia). Però Frida (Mai, Mai, Mai) picchia in testa come le percussioni di Tullio De Piscopo (ospite della serata dei duetti), funzionerà alla grande in radio e sarà un successo.

8. Diodato e Roy Paci

Diodato è un 36enne con la faccia da 25enne. Il pezzo non è male ed è arricchito dalla tromba di Roy Paci. Buona posizione, non so quanto lo sentiremo ancora. Per intenditori.

7. Luca Barbarossa

Il regionalismo di solito non premia, anzi, limita. Barbarossa non faceva musica da una decina d’anni che viene da chiedersi perché sia tornato ora al festival prendendo il posto di qualcuno che questo lavoro lo fa in maniera continuativa. La canzone sarà anche piaciuta a molti, a me di meno.

6. Max Gazzè

Quello che ci si aspettava da Max Gazzè, lui l’ha fatto. Ovvero originalità. Per quanto a me lui a pelle non piaccia… non so, è una sensazione che mi porto dietro da quando ho visto una sua intervista ai tempi in cui MTV registrava negli studi di via Mecenate che da qualche lustro sono della Rai.

5. Ornella Vanoni con Bungaro e Pacifico

La Vanoni ha sfoggiato lo stesso vestito in differenti nuance. Non ha capito che caspita di premio le hanno dato e a tratti sembrava una vecchietta spaesata. Ah, già, una vecchietta lo è. Anche ai cantanti, ad un certo punto, dovrebbero imporre il pensionamento.

4. Ron

Ron ha cantato una canzone di Lucio Dalla. Lo ha ripetuto in tutte le salse. Se non lo avesse detto, a che posto sarebbe arrivato?

3. Annalisa

Di Annalisa si dice da sempre che sia un’interprete impeccabile, ma fredda. Sì, lei è precisa, ma troppo spesso non arriva. Perché il cuore lo raggiungi con le imprecisioni. Noi ci innamoriamo dei difetti, pure fisici, quasi mai dei pregi. Soprattutto a prima vista.

2. Lo Stato Sociale

Raccolgono l’eredità di Francesco Gabbani e della scimmia facendo ballare la vecchia. Stonano, cantano male e conquistano il secondo posto, a dimostrazione che la precisione di Annalisa non è tutto. Non sappiamo nemmeno come si chiama il frontman della band, non conosciamo la loro discografia, anzi, non sappiamo nemmeno come degli sconosciuti siano finiti tra i big, eppure li votiamo e saltiamo insieme a loro. Ci sentiamo tutti un po’ Cazzola al karaoke.
Sarà la hit dell’estate 2018. Una vita in vacanza durante le vacanze.

1. Ermal Meta e Fabrizio Moro

I vincitori annunciati hanno vinto il Festival. Non capita quasi mai. E che importa se, per farlo, sono passati dall’accusa di plagio, di scopiazzatura per poi finire nella citazione di meno del 30% del testo. Perché se avessero voluto copiare, avrebbero copiato di più e non un brano che il coautore Andrea Febo, aveva presentato sempre a Sanremo nel 2015.
In radio funzionerà, ho dei dubbi in chiave Eurovision Song Contest. Certo, ci siamo assicurati i voti dell’Albania (che tanto, storicamente, c’ha sempre votato), ma cosa capiranno di un testo in italiano nel resto d’Europa? Tradurla in inglese? Ho ancora più dubbi…

ERMAL META e FABRIZIO MORO – NON MI AVETE FATTO NIENTE

Annunci