Mi sono messa a sfogliare vecchi quaderni e ho concluso che sono sempre stata sconnessa.

Ne ho trovato uno iniziato il 4 novembre 2003 con un corso sulla comunicazione, a cui segue una sorta di racconto intitolato Delirio di una star del 28/01/2004 che non ricordavo di aver scritto. Ho provato a rileggerlo e faccio fatica, è scritto a mano. Seguono appunti del marzo 2004 quando ho fatto il corso per lavorare al CAF, quindi si parla di tasse e dichiarazioni dei redditi.

Dopo il 730, ho un elenco di nomi di ragazzi che sarebbero andati a fare il pubblico a Play.it e la mail di tale Jacqueline a cui inviare i nomi “giovedì sera”.

La pagina dopo un nuovo elenco, questa volta di programmi radio TV con relativi orari. Play.it era il 10 novembre alle 16.

Poi di nuovo Dichiarazione dei redditi con i casi pratici e cenni sul mod. Unico.

Comunque ne ho altri 3 di quadernini così, tutti con una perfetta alternanza tra racconti, appunti ed elenchi.

Delirio di una star

Buongiorno sono la star e voi non potete far altro che ascoltare le mie parole.

Io sono la star e voi i miei sudditi, detti anche fans.

Io sono la star, l’unico vero artista in Italia, l’unico che ha qualcosa da dire e lo sa dire, l’unico sincero e l’unico che non fa questo lavoro per la classifica.

Io non sono mai stato primo in classifica perché è truccata, ma non mi importa, io non ho bisogno di falsificare i dati di vendita come voi. Io sono un artista vero, non come te che dici di vendere i dischi! Io sono comunque il migliore e me lo dicono tutti i miei amici, mia madre, la mia ragazza e persino il mio cane… gli altri sono tutti coglioni.

Il mio manager è un idiota, ma è giusto che sia così perché almeno non è un fottuto ladro. Se ti pigli un manager con le contropalle, si arricchisce lui più di te e non è giusto perché sei tu a mettere la faccia in TV, non lui! Così ti tocca ripiegare su uno abbastanza idiota da non fregarti, anche se poi devi fare il suo lavoro… ma un artista, una star, deve avere un manager e si può scegliere solo tra ladri e idioti, perché le persone oneste e intelligenti no fanno i manager delle star, fanno le star.

Le star si fidanzano, si sposano e fanno pure i figli come le persone normali, ma hanno i soldi per pagare la babysitter e non si sa mai come possa finire…

Bisogna sfatare il mito del sesso, droga e rock and roll. Il rock and roll è finito con gli anni ’70, ora c’è l’hard rock, il punk rock e il rock e basta. Io faccio rock.

Le droghe… chi le usa?! Gli sportivi si fanno fino a scoppiare dei più assurdi preparati chimici, mentre noi rock star veniamo classificate come drogate solo per qualche canna e un po’ di coca di tanto in tanto. Ma stia tranquilla signora, l’erba è sempre come quella che si faceva lei ascoltando il suo rock & roll mentre professava il culto dell’amore libero.

Il capitolo donne è molto complesso… Premetto che sono loro che cercano noi e, si sa, l’uomo non è fatto per resistere alle tentazioni… e poi queste ragazze bisogna trattarle con riguardo, fa parte del nostro lavoro! Sempre, però, abbiamo una donna speciale, quella che ci fa anche soffrire, quella che ci scalda il letto anche quando non torniamo, quella che ci conosce bene e a cui dedichiamo le nostre canzoni. Quella che amiamo e l’unica che vorremmo come madre dei nostri figli. Lei sa di essere l’unica, che con le altre è solo sesso, noi star siamo le meretrici dello showbusiness, ci dobbiamo prostituire per riempire un po’  la vita nomade che il lavoro ci costringe a fare.

Quando lei chiama in albergo per darci la buona notte, sa già che dal suo lato del letto c’è qualcuno che non potrà mai rubare il posto nel nostro cuore. È solo sesso e non conta, fa parte del lavoro della rock star.

Qualche giorno fa è uscito il mio ultimo disco, non avevo un cazzo di voglia di farlo, ma volevo cambiare la macchina e comprare quella casettina in montagna… anche le star fanno il mutuo, ma non per comprare degli infimi monolocali!

È uscito un nuovo CD ed ora dovrò diventare una trottola e ripetere in tutte le radio, a tutte le TV e a tutti i giornali che sto seguendo un percorso artistico che mi porterà lontano. Anche se il mondo a volte sembra non capirlo, io sono una grande star e scriverà un capitolo di storia.

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