La polenta mi piace.

La mia preferita è coi formaggi… di solito quelli che non sono ancora andati a male ma poco ci manca che li spezzetti e li fai sciogliere in mezzo all’impasto.

E poi mi piace la crosticina che si forma intorno alla pentola quando la polenta si raffredda.

C’è solo un problema.

Ti mangi un piatto di polenta bello colmo. Ti alzi dal tavolo che sei pieno come dopo aver mangiato una teglia intera di pasta al forno, con la differenza che dopo un paio d’ore hai fame.

Non per altro i contadini del Nord Italia, ai tempi della peste, si nutrivano a polenta e avevano la pellagra. Perché loro, a differenza nostra, non ci mettevano i formaggi, le quaglie (forse qualche passerotto, se passava di là) né il brasato. I contadini del Nord non erano vegetariani per scelta, non erano vegani per scelta. Non mangiavano la carne perché costava troppo. Mangiavano cibi bio perché solo quelli produceva la loro terra. Però avevano la pellagra, non il colesterolo alto.

La polenta ti fa sentire pieno, ma non lo sei.

I formaggi non contano.

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