L’odio è un sentimento forte.

Ecco: è un sentimento. Troppo spesso usiamo questa parola per indicare qualcosa che non ci piace. Ma l’odio presuppone un certo impegno, dispendio di energie per assecondare il nostro stato. Non basta subirlo. L’odio ci divora dentro, ci logora e fa male e spesso ne siamo succubi. Non ce ne riusciamo a liberare.

Non odio le persone. Le persone che non mi piacciono, le ripago ignorandole. Per odiarle devono avermi fatto male e tanto. Non spreco energia per qualcuno che possono fare come se non esistesse.

Non odio le cose. Non le faccio o, se devo, le faccio lo stesso anche se non mi piacciono. Non catalizzo energia negativa.

Una mia amica “odia la palestra”. Perché ci va? Non lo so. Fa bene al fisico, ma se davvero la odiasse, le farebbe così tanto male alla mente, che sarebbe meglio lasciar perdere.

Mi risponde: “Perché ho pagato l’abbonamento per un anno!”.

Chi se ne frega, piuttosto che star male, butto via qualche centinaio di euro. Non sarebbe la prima volta.

No, cara amica. Tu non odi la palestra, a te la palestra non piace. Altrimenti avresti già smesso di andare. Nonostante l’abbonamento pagato.

A me non piaceva pilates, ma non lo odiavo. Non mi piaceva perché non riesco a fare li esercizi a testa in giù. A guardare troppo tempo verso il basso, anche per cose banali, mi gira la testa.
Non odiavo pilates, ma non mi faceva stare bene. Non mi piaceva per niente. Ci ho provato per 3 anni, poi ho smesso.

SYRIA – ODIARE

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