Manca poco alla mia partenza e così non faccio altro che pensare alle vacanze.

Ma prima di potersi godere sole, mare e relax bisogna passare da uno dei luoghi più infernali del mondo che, se fosse esistito ai suoi tempi, Dante avrebbe inserito tra i gironi, in uno di quelli più vicini a Satana.

L’aeroporto.

Di solito quando viaggi coi charter ti convocano ad orari ai quali tu, volontariamente, non compreresti mai un titolo di viaggio. Perché io che arriverò a Malpensa alle 4 del mattino, chi mi viene a recuperare a quell’ora? E così mi tocca andare in macchina e guidare per un’ora e mezza fino a casa con ore di viaggio sulle spalle e palpebra che cala per il sonno. Alla faccia della sicurezza e del Pocket Coffee che in estate non lo vendono.

Detto questo (ovvero che in un’ora e mezza ti giochi l’effetto benefico di due settimane di vacanza e nemmeno sei tornato in ufficio), vediamo quali sono i frequentatori di aeroporto che più mi infastidiscono.

Al check-in ti metti nella coda dove c’è meno gente, ma chissà perché capiti sempre in quella dove una persona fa la fila per gli altri 25 componenti della compagnia. Chissà come viene scelto lo sfigato che deve aspettare lì mentre tutti gli altri scorazzano in lungo e largo per la sala partenze! Nelle famiglie l’ingrato compito viene sempre assegnato al papà, mentre la mamma, con la scusa di portare i bambini in bagno, ne approfitta per prendersi un caffè.

 

e Quelli che ti chiedono se puoi dare un’occhiata alle loro valige e si dileguano per un tempo indeterminato. Anche in questi casi la location è la fila al check in e capita spesso che qualcuno ti chiede tale favore. Tu pensi sia per il tempo di una pipì o un rapido caffé, ma nulla, prima o poi ti troverai a dover pure spostare i loro pesanti trolley per evitare che il resto della fila se la prenda con te!

Finalmente il check in è stato fatto e si arriva ai controlli di sicurezza: ma è possibile che dopo 15 anni non hai ancora imparato che la bottiglietta d’acqua da mezzo litro non te la puoi portare da casa???

Poi c’è l’immancabile. Mentre tu viaggi in tuta/jeans, scarpe da ginnastica e maglietta a maniche corte, magari pure con un golfino sulle spalle per l’aria condizionata, lei arriva ancheggiando nel suo tacco 15, minigonna e canotta a spallina stretta che neanche per andare in discoteca sulla spiaggia metteresti. E tu ricordi la mamma che ti diceva che non si viaggia con la gonna perché i sedili sono sporchi e non si appoggia la pelle del corpo perché fa schifo. Lei non ha avuto una mamma con la tua.

Siamo tutti pronti, scattanti ma seduti davanti al gate. Aspettiamo che venga annunciato l’inizio dell’imbarco e loro, non si sa da dove, arrivano un minuto prima, si appoggiano al bancone e salgono sul pullimo per primi.

Poi c’è sempre la famiglia che si fa chiamare e arriva sghignazzando, ridendo del fatto che siano stati chiamati almeno tre volte, ma dovevano finire gli acquisti al duty free… peccato che noi eravamo ad arrostirci e il ritardo del volo sia colpa loro.

In aereo chiaramente il fastidioso per eccellenza reclina il sedile così ti trovi schiacciato tra la sua sedia a sdraio e quello dietro che si infastidisce anche se osi schiarirti la voce. Effetto sardina.

Sogni di essere un’ereditiera solo per poter viaggiare in prima classe.

Finalmente si scende dall’aereo e l’allegro fastidioso arriva ai nastri dei bagagli tra gli ultimi, ma, per qualche motivo (di solito crede di vedere la sua valigia, ma si è sbagliato), conquista la prima fila e non riesci a farlo spostare neanche quando devi prendere la tua dal nastro. La pole position va difesa ad ogni costo!
Neanche a dirlo, di solito ha almeno 10 bagagli da recuperare.

Ma il primo posto lo conquistiamo tutti a parimerito: il trascinatore di trolley.
Dal momento in cui abbiamo un trolley in mano, specie se di piccole dimensioni, rinunciamo ad almeno una decina di neuroni e abbiamo la gestione della nostra appendice analoga a quella che il mio cane ha della sua coda. Per qualche strana ragione, ci dimentichiamo di avere quell’affare strisciante che ci segue e iniziamo a farlo passare incuranti su qualsiasi cosa, compresi i piedi altrui.

Mi sa che sono 9 e non 10, ma non cambio il titolo perché 10 è più bello!

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