Alle elementari ho avuto 6 insegnanti, oltre alla maestra di religione.

La maestra Del Ponte era dolce e comprensiva, ma è andata in pensione dopo la seconda elementare.

In prima, oltre a lei, avevamo anche una giovane insegnante bionda, di cui non ricordo il nome che poi è stata sostituita dalla maestra Maggi.

Valentina Maggi, classe 1919, nata ad Endine in provincia di Bergamo.

Era anche la Vice Direttrice della scuola e ci insegnava francese.

La Del Ponte aveva deciso di andare in pensione anticipatamente perché non voleva più lavorare con lei.

La Maestra Maggi era “cattiva”, cattiva come poteva essere un’insegnante che aveva vissuto la guerra, che aveva avuto la malaria e niente da mangiare. La signora Maggi non era sposata, ma divorziata e viveva con due chiwawa, il Charly e la Pepi, quando Paris Hilton ancora non sapeva leggere, scrivere e far di conto.

La maestra Maggi era femminista, anzi, la maestra Maggi odiava gli uomini di qualunque età. In classe eravamo in 24, 15 maschi e 9 femmine. Per ogni “premio”, estraeva una femmina e un maschio (probabilità 11% per le femmine, 6% per i maschi), per ogni punizione 1 femmina e 3 maschi (probabilità 11% per le femmine, 20% per i maschi).
Estraeva perché avevamo due scatole di bigliettini su cui erano scritti i nostri nomi ed “estraeva” molto spesso.

La Maestra Maggi ci vietava di fare merenda a metà mattina per farci arrivare affamati in mensa. Noi dovevamo mangiare tutto quello che ci trovavamo nei piatti, anche quello che non ci piaceva.

Pensa ai bambini poveri…

Ed io che pensavo che, se avessi mangiato io quei piselli, non ce ne sarebbero stati per i bambini poveri. Potevano dare loro i miei, visto che non li volevo!

Negli anni ho capito che il suo modo di fare ha influenzato negativamente le mie abitudini alimentari. Io non mangiavo niente, non mi piaceva niente di quello che servivano in mensa, ma lei mi obbligava tappandomi in naso e poi tenendomi chiusa la bocca per obbligarmi a masticare e deglutire. Gli spinaci lessi mi tornavano su, mi davano il senso di vomito, ma niente, non ce n’era per nessuno, li dovevo mangiare e basta.
Spinaci, finocchi cotti, carote lesse, insalata che navigava nell’aceto, radicchio rosso amarissimo, merluzzo stra salato. Un elenco di cibi lunghissimo che, a distanza di 30 anni, ancora non riesco a mangiare! All’idea di dover mangiare della verdura cotta, mi vengono la nausea e i conati di vomito. Le foglie mollicce, no, non ce la faccio proprio! Riesco a mangiare la verdura cotta solo se frullata bene con il mini pimer perché, se trovo una foglia mal triturata, ho la visione della Maestra Maggi che mi obbliga a mangiare.

Le regole erano queste: per ogni pasto potevamo chiedere ci venisse dimezzata una portata. Primo, secondo, contorno e frutta. Il mio problema era che potevano esserci anche 3 di queste portate che non mangiavo. Tipo pasta, merluzzo con insalata e mela cotta. Odio la mela cotta! E odio l’aceto con cui condivano abbondantemente l’insalata. Del merluzzo stra salato ho già detto.

A quel punto la Mastra Maggi mi abbandonava da sola in mensa perché io alle 14.00 non avevo ancora finito di mangiare (di guardare il piatto, per la precisione) e, dopo un po’, arrivavano le bidelle che, un po’ per pietà, ma soprattutto perché dovevano finire di pulire, mi prendevano il piatto e buttavano tutto. Io, finalmente felice, correvo in cortile dai miei compagni di classe e la Maestra Maggi mi chiedeva se avessi mangiato tutto. Lì ho imparato a mentire.

Io pagavo il massimo come buono mensa, 36.000 lire al mese, perché lavoravano entrambi i miei genitori. Pagavo il massimo e mangiavo il minimo.

La Mastra Maggi era cattiva. Quando ci ha scoperto che, alle 11, andavamo in bagno a mangiare i crackers (un pacchetto in 9 bambine, ovvero mezzo cracker a testa) ci ha sgridate e ha detto ai nostri genitori di non darci più da mangiare.

La Mastra Maggi era cattiva. Aveva dei grossi anelli indiani che si aprivano e lei ci diceva che dentro c’era il veleno. Dovevamo stare attenti, perché poteva usarlo… avevano la pietra viola.

La Mastra Maggi ci aveva fatto fare le orecchie da asino che metteva sulla testa di chi non aveva studiato e doveva andare in giro per le altre classi così agghindato.

Se eri cattivo, il tuo banco veniva attaccato alla cattedra, in modo che lei potesse controllarti meglio.

Se facevi il cattivo, venivi messo con il banco fuori dalla porta perché sbatterti solo fuori era un premio, mentre seguire la lezione dal corridoio era umiliante.

La Mastra Maggi non ci faceva fare ginnastica perché era vecchia e non ne aveva voglia. Non siamo neanche mai andati in piscina nonostante il corso fosse previsto dal Comune.

La Mastra Maggi era cattiva e sono stata felice quando sono finite le elementari.

La Mastra Maggi oggi non avrebbe potuto fare la maestra.

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