La Regina Elisabetta è viva e vegeta, ma Londra (e tutto il Regno Unito) si prepara già da tempo alla sua dipartita.

La nonnina d’Inghilterra, 91 anni il prossimo 26 aprile, per ora sta bene, o almeno non si hanno notizie sul suo stato di salute, ma in questi giorni è venuto fuori il piano segreto che si metterà in atto quando Betty trapasserà.

Infondo in ogni organizzazione che si rispetti esiste un disaster ricovery e quello del Regno Unito si chiama London Bridge is down. Cosa succederà quando Elisabetta II schiatterà?

Oggettivamente non manca molto, mica camperà in eterno! Quindi meglio essere preparati… certo che non è bello sapere che la gente si mette d’accordo sul cosa fare quando muori. Ok, lei non è una comune cittadina, la sua morte non dovrà creare vuoti di potere, non è che ci si può svegliare la mattina e cercare su internet le pompe funebri che ti fanno la migliore offerta, poi chiamare il prete per mettersi d’accordo sull’orario delle esequie ed il trasporto al cimitero. No, quando lei sa esattamente cosa succederà al suo funerale, dove sarà sepolta, che strada si farà per arrivare alla cappella e chi dirà che cosa. Che poi chissà cosa succede se uno degli attori se ne va prima della Betty… penso che negli anni il piano London Bridge is down sia cambiato diverse volte, un po’ come il servizio che il TG 1 aveva preparato negli anni ’80 su Giulio Andreotti, poi morto nel 2013.

Io mi immagino ‘sti vecchi famosi che tirano su il dito medio ogni volta che vanno rivisti i piani: “Tu ti organizzi per quando muoio io? Intanto muori te!” e ti tocca ricominciare da capo.

Quando la Betty morirà, bisognerà chiamare il Primo Ministro Theresa May su una linea riservata che, se fossimo in Italia, stai certo che in quel momento non ci sarebbe campo e ti toccherebbe chiamare con il cellulare facendo perdere già da subito credibilità alla notizia.

Il piano è stato predisposto negli anni ’60, quindi, in 50 anni, è già stato aggiornato una serie infinita di volte. Un po’ per via della tecnologia, un po’ perché la regina non è morta, mentre qualcun altro sì.

In televisione i programmi verranno interrotti e Bbc 1, 2 e 4 riprenderanno con il notiziario a reti unificate: i giornalisti indosseranno abiti neri e cravatte nere. Radio 4 e Radio 5 faranno partire l’annuncio delle ore drammatiche: «Questa è la Bbc da Londra».
fonte: corriere.it

Beh, ok il rispetto, ma che i giornalisti si vestano in nero mi sembra eccessivo. Così come eccessivo mi sembra definire “ore drammatiche” il momento del decesso di una persona di oltre 90 anni. Fa parte del ciclo della vita e morire da anziani è solo un cerchio che si chiude. A quell’età, poi… cosa si aspetta quel giornalista del Corriere della Sera, che la Betty campi in eterno?

Per ora il London Bridge is up e gli inglesi vanno avanti ad aggiornare il loro disaster recovery.

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