Vi siete mai chiesti chi eravate nelle vostre precedenti vite?

Ogni tanto mi piace pensare che esista la reincarnazione. Non che ci creda a livello religioso, è solo qualcosa che mi diverte, soprattutto mi diverte pensare chi possa essere stata nella mia eventuale esistenza precedente, magari cogliendo indizi da quello che sono oggi.

Anni fa, una signora che leggeva i sassi, mi disse che sono un po’ sensitiva ma non lo sapevo. Non che il fatto di “saperlo”, mi abbia cambiato qualcosa. Cosa dovrei fare per essere una sensitiva che non sa di esserlo?

Ma questo, forse, mi fa “sapere” chi sono stata.

Leggevo, sempre anni fa, che le nostre paure attuali potrebbero essere frutto delle nostre vite precedenti, o meglio, delle nostre morti precedenti. Chi ha paura del vuoto o soffre di vertigini, potrebbe essere deceduto cadendo dall’alto… cose del genere.

E allora io che ho paura del fuoco?

Allora io che non sopporto nulla attorno al collo?

Così ho pensato che… essendo una sensitiva, in una delle mie precedenti vite sono stata una strega condannata al rogo. Per questo ho il terrore delle stelline di capodanno, non so accendere un accendino, non riesco a stare vicino ad un falò, ho obbligato i miei a comprare il parascintille per il camino, non avrei mai perso in considerazione un appartamento con una fonte di fuoco i casa. In realtà mi fa paura anche la fiammella del gas della cucina. Neanche a parlarne, per me, di fiammiferi e cerini, non sarei mai in grado di farlo accendere e, se si accendesse, lo lancerei.
A scuola guida, nel capitolo del pronto soccorso, non sono riuscita a leggere il capitolo delle ustioni. Tremo alla sola idea di vedere un’ustione.

Secondo punto: le collane. Se metto una collana, mai troppo stretta perché mi manca l’aria, la prima cosa che faccio arrivata a casa, è toglierla. Anche quelle lunghe, ben lontane dal collo. Non sopporto neanche lupetti e dolcevita. Mi sento stringere ed io ho bisogno di respirare.
Che nella mia vita precedente mi abbiano impiccato?
Magari durante l’inquisizione, quando le streghe venivano sottoposte alle peggio torture, mi hanno appesa per il collo e ci sono rimasta. O quasi.
Infondo ero (e sarei anche oggi) una sensitiva e in quel periodo questa dote spaventava e andava recisa alla fonte.

Però no, non mi hanno mai defenestrato e nemmeno sono affogata, perché non mi fanno paura né il vuoto, né l’acqua.

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