Come sempre, le cose belle ti cadono addosso quando non ci pensi proprio.

Martedì sera il mio capo mi chiede di andare nel suo ufficio alle 17.30.

Io, come al solito, ho iniziato a pensare di aver inconsapevolmente combinato qualcosa e invece…

Invece mi dà questa lettera:

Non ho idea di come funzioni nelle altre aziende, ma dove lavoro io, negli ultimi 10 anni, gli avanzamenti di livello sono cosa rara (a parte l’ultimo anno).

Io non amo confrontarmi con gli altri, preferisco guardare il mio orticello e, soprattutto, amo ancora meno lamentarmi. Sono stata assunta nel settembre 2006 come 2a area 3° livello, nonostante fino a poco tempo prima ci fosse il vincolo di assumere i laureati come 3a area 1° livello (3A1L).

Dopo un anno e mezzo, quindi nel 2008, ho fatto notare al mio capo che, se mi avessero assunto come apprendista, sarei già stata 3A1L da un po’ e così, pochi mesi dopo (in estate), il livello è arrivato.

Nel 2011, dopo aver passato un periodo (lavorativo) d’inferno, è arrivato un altro livello. Perché d’inferno? All’inizio del 2010 era nata la nuova società e, nel mio ufficio, dovevamo essere in tre a Milano e una a Brescia a dare supporto alle banche e agli 8 commerciali esterni. Chiaramente avremmo dovuto seguire 2 commerciali a testa.

Peccato però che le mie due colleghe di Milano, dalla fine del 2009, sono state un anno a casa, una in maternità e una in malattia. Quindi il capo aveva chiesto alla collega di Brescia di seguire uno dei commerciali, in modo di averne 3 lei e 5 io. Lei tre non ce la faceva a seguirli, così quello di Roma è finito a me. Io mi sono ritrovata a seguire Roma, Milano, Como, Cremona/Lodi, Varese, Sondrio, Torino/Genova, Monza e Brianza, Lecco. Lei seguiva Bergamo e Brescia.

Non contenti di ciò, alla fine del 2010 ci hanno mandate a fare il corso crediti e, da novembre 2010, abbiamo cambiato mansione. La nostra responsabile a febbraio 2011 è stata a casa in maternità (anticipata), così, per qualche mese, ci siamo ritrovate di nuovo io e lei da sole. Io a Milano, lei a Brescia. Sei mesi di esperienza in due con lei del tutto incapace di fare questo lavoro (vi dico solo che l’anno successivo, profondamente depressa per la sua incapacità, ha accettato la buonuscita e ha dato le dimissioni). In pratica, senza esperienza, mi sono trovata da sola e con, di fatto, una persona da gestire. Sarà stato per un paio di mesi, ma sono stati duri. Poi ci hanno mandato un nuovo responsabile.

Ad aprire, al termine di quell’anno e mezzo da incubo, mi hanno dato la promozione e il celeberrimo “superminimo”, ovvero una quota aggiuntiva rispetto al minimo tabellare per il mio livello. Il mio capo aveva chiesto due livelli, ma gli hanno detto di no e hanno trovato questo compromesso.

Dal 2011 più niente, solo qualche premio dato a tutti. Ma devo ammettere che è stato giusto così. Ho sempre fatto il mio pezzettino, questo sì, ma, per varie ragioni, nulla di più.

Fino a qualche mese fa quando mi hanno chiesto di far parte del team che sta testando un nuovo applicativo che entrerà in produzione lunedì 23 gennaio. Ho affrontato tutte le difficoltà del salire su un treno in corsa, con gente che parlava un gergo a me ignoto. Le prime giornate sono state dure: capire il nuovo applicativo, capire cosa fare e capire come parlare.

Ho fatto del mio meglio. Ho dato tutto.

E ora sono felice che anche i capi se ne siano accorti.

Non sono una brava con le parole, ma davvero non me l’aspettavo. Non ci pensavo proprio! Non sapevo nemmeno che gennaio fosse un mese in cui potevano dare promozioni (abbiamo i mesi fissi). E invece…

Ah. Dal 2016 le promozioni vengono messe sul portale aziendale e comunicate a tutti via mail. Per evitare i pettegolezzi da macchinetta del caffè.

Grazie.

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