Finalmente siamo arrivati al bello della mia mini vacanza a Oslo.

Dopo aver raccontato le disavventure del mio volo aereo con le sue 6 ore e mezza di ritardo (leggi qui, piccolo aggiornamento: mi hanno accordato il rimborso di 1200 €, sto aspettando il bonifico che dovrà arrivare entro 10 giorni) e gli aspetti negativi della città norvegese (leggi qui), ecco tutti ciò che di bello ho visto nella città scandinava.

Siamo arrivate il 7 dicembre sera tardi. Alle 23 ancora non avevamo cenato e non ci rimaneva che l’ardua scelta tra MC Donald’s e Burger King. Non sono un’estimatrice del fast food, per me sono tutti uguali, comunque abbiamo optato per Mc’s.

Abbiamo soggiornato al Comfort Hotel Boersparken, bello e in una posizione che permette di raggiungere comodamente ogni meandro della città a piedi o coi mezzi situati a poche centinaia di metri. Se vi interessa la mia recensione, la trovate su Tripadvisor.

Il primo giorno abbiamo visitato il Museo delle Navi Vichinghe (Vikingskiphuset) dove sono conservate 3 imbarcazioni vichinghe, di cui due in ottime condizioni!

Fuori dal museo, che si trova un po’ distante dal centro di Oslo, è possibile ammirare il classico paesaggio norvegese come ce lo immaginiamo: case di legno con tetti spioventi.

Siamo poi tornati in città, destinazione castello e fortezza di Akershus e siamo rimasti affascinati dal sottomarino tedesco che stazionava nelle acque del fiordo.
L’immagine è stata scattata all’ora di pranzo, alle 12.30

Abbiamo fatto un giro nella fortezza perché il castello è aperto solo determinati giorni della settimana e, chiaramente, noi siamo andati in quello sbagliato!

Io, Lucia ed Ada
Io, Lucia ed Ada

Ci siamo poi mossi verso il Centro Nobel per la Pace, in quanto nei giorni sarebbe stato chiuso per l’imminente consegna del premio.
Lì lavora Nicolò, un ragazzo italiano che ormai da qualche anno lavora ad Oslo. Lui ci ha consigliato uno dei posti dove andare a mangiare la renna e la balena.

Non ancora stanchi, ci siamo diretti verso l’Opera che era proprio vicina al nostro hotel. Abbiamo fatto un giro sul tetto.

L'Opera di Oslo davanti all'acqua ghiacciata
L’Opera di Oslo davanti all’acqua ghiacciata
Vista della città dal tetto dell'Opera
Vista della città dal tetto dell’Opera
Oslo by Night (in realtà le 17)
Oslo by Night (in realtà le 17)

Non contenti, siamo anche andati a vedere la Cattedrale, ma chiaramente era già chiusa.

A quel punto, stanchissimi, siamo tornati a riposarci (e lavarci) in hotel per poi andare a cena al Nilsen Spiseri, ristorante vicino alla stazione dove si possono degustare piatti tipici come la balena e la renna. Il personale è gentilissimo.

Seconda giornata dedicata ai musei.
Nonostante le elevate temperature (circa 8° C), le strade sono ghiacciate e, a tratti, è difficile camminare. Ma non ci fermiamo e raggiungiamo il Munchmuseet, ovvero il Museo del più celebre pittore norvegese, Edvard Munch.
A dispetto delle immagini, il museo non espone The Scream, L’Urlo di Munch nella sua versione più nota, ma solo una litografia in bianco e nero.

Come ci ha spiegato Giuliano (un addetto del museo di origini italiane), la versione più famosa non è più esposta, lui personalmente non la vede da più di due anni e non sa neanche dove è stata messa (al sicuro), dopo che, nel 2004, fu rubata insieme ad un altro dipinto. Il lavoro fu recuperato due anni dopo. Ma non si trattava del primo furto, visto che nel 1994, durante le Olimpiadi invernali di Lillehammer, i ladri lasciarono pure un biglietto con scritto:

grazie per le misure di sicurezza così scarse

La versione non più esposta è quella del 1910.

Credits: Wikipedia
Credits: Wikipedia

Nel pomeriggio il gruppo si è diviso ed io e Lucia siamo andate a Drøbak, una cittadina a circa un’ora da Oslo dove è Natale tutto l’anno. Qui c’è un negozio, Treegaardens Julehus, detto anche l’Ufficio Postale di Babbo Natale: si possono spedire cartoline che arriveranno timbrate da Babbo Natale in persona! Tre cartoline con francobollo 7,50 €… prezzo standard norvegese.

Nel pomeriggio dovevamo incontrarci nuovamente per gli altri che, però, hanno tardato sul loro ruolino di marcia, così al Nasjonalgalleriet (National Gallery) ci siamo andate solo io e Lucia.

Lì, finalmente, abbiamo visto L’Urlo di Munch serio, nella versione del 1895.

Uscite dal museo non erano nemmeno le 18 e così abbiamo deciso di fare un giro sulla ruota panoramica nella piazza addobbata a festa. Il Natale è molto sentito nei paesi nordici.

L'ultima foto prima che il mio occhio... cedesse
L’ultima foto prima che il mio occhio… cedesse
Il Teatro Nazionale visto dalla ruota panoramica
Il Teatro Nazionale visto dalla ruota panoramica
Panorama dalla ruota
Panorama dalla ruota

La sera siamo andati a cena all’Egon Restaurant, una catena di ristoranti dove ti siedi, scegli cosa mangiare e vai alla cassa ad ordinare (e pagare). Menù semplice ma buono, piatti più che altro internazionali, ma abbiamo speso solo 1200 corone in 4 (circa 35 € a testa).

Il terzo (ed ultimo giorno) ci siamo divisi ancora, perché Ada e Piero volevano andare alla National Gallery, mentre io e Lucia abbiamo preferito la Fjord Sightseeing. Non è stata la giornata migliore per fare la crociera, ma di fatto non avevamo scelta perché, in inverno, la fanno solo dal sabato al lunedì.

Le due temerarie che sfidano il freddo del fiordo di Oslo
Le due temerarie che sfidano il freddo del fiordo di Oslo

Nella foto non si può notare, ma ingrandendo l’occhio si intravede, nella parte esterna, una macchia di sangue! Visto che non mi fa male (è più piccola, ma c’è ancora), penso sia l’effetto di un colpo d’aria.

Dettaglio del mio occhio
Dettaglio del mio occhio

Ora metterò una carrellata di foto fatte dalla barca sul fiordo di Oslo. Ad un certo punto eravamo totalmente immersi nella nebbia e siamo tornati indietro. Dal freddo sono entrata nel bar, non mi sentivo più i piedi nonostante gli stivali, le calze di lana, le maglie termiche e non so quanti altri vestiti! Lucia ha resistito all’aperto fino alla fine.

Per pranzo ci siamo incontrati con Ada e Piero e poi, nel pomeriggio, siamo tornati al Aershus Slott per cercare di visitarlo, ma, nonostante chiudesse alle 17, alle 16 non facevano più entrare perché c’era troppa gente! Anzi, alle 16 la cassiera aveva già quasi terminato di contare l’incasso!

Così siamo andati a visitare il Museo della Resistenza Norvegese.

Siamo tornati poi nella piazza della ruota panoramica perché io volevo comprare qualcosa ai mercatini di natale (ho preso un salame di alce) e poi siamo andati a vedere il Palazzo Reale.

Tornando in hotel, mi sono fermata a comprare qualche souvenir e mi sono trovata in mezzo alla fiaccolata della pace: la cerimonia della consegna del Nobel, prevede che venga fatta una fiaccolata che termina nel palazzo dove viene consegnato il premio.

Per quanto riguarda il giorno del ritorno, domenica 11 dicembre, sapete già tutto.

Come sta il mio occhio? Così:

Una settimana fa, in aeroporto, era così:

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