Spesso l’Italia è additata come un paese disorganizzato e, ancora più spesso, siamo noi stessi italiani a riconoscere questo limite.

Ma vi siete mai trovati in mezzo alla disorganizzazione dei perfettini paesi nordici? Io sì.

Ecco tutti i motivi per cui NON fare una vacanza a Oslo.

Spenderete un sacco di soldi!

Un norvegese guadagna in media 65mila €, l’italiano medio ne dichiara 20mila lordi. Tutto vi costerà circa 3/4 volte più che in Italia. Una brioches al bar 4€, una cena di una portata (senza vino) tra i 40 e i 50€, una corsa sul bus 5€, l’ingresso ad un museo di 3 stanze 10€.
Il bus A/R per l’aeroporto viene 50€.

Fa freddo (ma non troppo).

Questo è scontato: in Norvegia fa freddo e non è vero che è un freddo secco. Fa freddo e basta. Anche nelle giornate di sole con 8/10° C, vi troverete ad andare in giro con sciarpa, cappello e guanti.
Di notte, poi, la temperatura va sotto zero, così il ghiaccio che si è sciolto durante le poche ore di luce, si congela e, al mattino, le strade sono piste di pattinaggio.
Su ghiaccio.
Anche i marciapiedi.

Anche l’acqua è ghiacciata.

Fa caldo

Preparatevi alle temperature tropicali sui mezzi pubblici e negli hotel.
Nel nostro il bagno era settato sui 30° con serpentine le pavimento, perfette per far venire i geloni quando si torna coi piedi ghiacciati.
La temperatura in camera varia tra i 20 e i 24° C che, abbinata ai piumoni termici, ha come risultato i sudori notturni.

Carte di credito

Alcuni ristoranti applicano una maggiorazione del 3% sui pagamenti con carte di credito estere. Così, ai già cari prezzi, dovrete aggiungere altri soldi. A meno che non acquistiate le corone norvegesi.

È buio

In inverno le ore di luce sono davvero poche. Il sole sorge dopo le 8 del mattino e tramonta definitivamente verso le 3 del pomeriggio. Lo spettacolo è fantastico, ma vi troverete a girovagare per la città alle 4 psicologicamente convinti che siano le 7 di sera.

Tramonto alle 12.30
Tramonto alle 12.30

Non aiuta neanche l’illuminazione stradale, scarsa e rigorosamente arancione.
Anche gli hotel sono poco illuminati, sia le stanze, sia le zone comuni.
Probabilmente i loro occhi non sono abituati alla luce che preferiscono stare al buio sempre.
La Norvegia è uno dei paesi con il più alto tasso di suicidi.

Il bus per l’aeroporto

Da Oslo per l’aeroporto di Torp parte un bus in tempo per i voli internazionali. Il nostro bus era previsto per le 7.15 del mattino e, al terminal, c’erano circa 80 persone.
Hanno iniziato a far salire i passeggeri senza informarci su chi avesse già acquistato il biglietto con il risultato che molti (come noi) sono rimasti a terra con in mano quel biglietto A/R pagato 440 nok (oltre 45 €). Alle 7.40 hanno mandato un mini bus da 12 persone su cui sono saliti altri passeggeri. Poi il bus grande se n’è andato dicendoci che sarebbero arrivati altri taxi.
Ci avevano detto di mettere i nostri bagagli sul bus (cosa che non ho fatto).
Il taxi è arrivato alle 8. A terra eravamo in 16 e l’auto era da 8 persone.
Non so a che ora sia arrivato il terzo taxi.

Il volo cancellato e poi ritardato

Causa nebbia, il nostro volo Ryanair è stato prima ritardato, poi cancellato e poi ritardato di nuovo. Nel frattempo altri aerei arrivavano e partivano. Lecito pensare che fosse il pilota a non essere capace.
Il primo annuncio del ritardo è stato comico:

Il volo è in ritardo, potete andare a prendervi un caffè.

Costo del caffè? Circa 4€.

Verso le 12.30 (la partenza era prevista per le 10.40), dopo un atterraggio per scaricare i passeggeri in un altro aeroporto di Oslo e 5 tentativi di avvicinamento tutti rigorosamente falliti, viene annunciata la cancellazione. La gente inizia ad andare al Duty Free a restituire gli acquisti e, intorno alle 13, un nuovo annuncio.

Ci siamo sbagliati, abbiamo capito male: il volo non è cancellato. Da Dublino è partito un nuovo aereo più grande. Il nuovo orario previsto è alle 16.

Un altro annuncio.

Abbiamo capito male, l’arrivo dell’aereo è previsto per le 16, la nuova partenza è alle 17.

Finalmente alle 17 siamo partiti, ma l’aereo non era più grande perché, se lo fosse stato, ci sarebbero necessariamente stati più dei 3 posti liberi.

Stamattina ho fatto la richiesta di risarcimento. In base alla carta dei diritti del passeggero, sui voli oltre i 1500 km e con ritardi superiori alle 3 ore, ci spettano 400 € a testa.

Il nostro volo era di 1528 km ed il ritardo è stato di 6 ore. LEGGI QUI.

Ma Oslo è bellissima. Poi vi racconterò anche le cose belle.

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