Per fortuna, dopo un anno intero a caccia di jeans (leggi qui), nell’AA 1996/97 ho iniziato ad avere altri interessi.

Guardando il riassunto, direi che gli scioperi erano più frequenti di oggi: ben due giorni! Ma una cosa non cambia mai: la pioggia nei giorni di sciopero.

…e poi le aule universitarie strapiene!

Sono uscita da casa nel bel mezzo del diluvio universale, poi pioveva in metropolitana, non passava la 65, abbiamo preso la 54 e il 12. Siamo arrivate in aula inzuppate e non abbiamo trovato posto.

Ora sto leggendo una pagina che mi lascia molto perplessa:

Stamattina ho spedito la lettera al bagnino.

Chi è ‘sto bagnino?????? L’estate 1996 sono stata al mare, in campeggio… ma non ricordo alcun bagnino. Soprattutto nessun bagnino al quale ho rivolto la parola!
Ma poi, eccole, le mie paranoie da ventenne!!!

Ultimamente ho notato una cosa all’Università. Il primo anno c’era voglia di amicizia, tanti erano appena arrivati a Milano da chissà dove e avevano voglia di conoscere. Adesso, invece, è già tanto se guardano in faccia il vicino a lezione. E questo riguarda tutti.
Forse perché è l’inizio dell’anno, ma in aula, vedi 200 persone isolate in sé, limitate al proprio quaderno ma non per l’interesse alla lezione, piuttosto per qualcosa che non riesco ancora a percepire.

Boh… credo di non averlo ancora percepito. Insieme al bagnino.

Stresa… Antonello aveva la casa a Stesa vicino alla stazione così, ogni tanto, il weekend si andava sul lago. I posti a dormire non bastavano per tutti, ma ci stringevamo e ci stavamo lo stesso perché l’importante era stare tutti insieme.
Quel 5 ottobre abbiamo deciso di partire al mattino e alle 15.25 abbiamo preso il treno. Noi si prendeva sempre il treno perché Maria e Francesco erano figli di un ferroviere e non pagavano.

In camera c’eravamo io, la Simona e la Silvia, Grazia, Franco e Camillo. In cameretta Massimo e Maria e in sala Antonello e Andrea.
Dopo la partita (Italia-Moldavia) siamo andati in birreria. All’1 abbiamo mangiato pasta aglio, olio e peperoncino. Alle 3 siamo andati a letto, ma alle 5 eravamo ancora svegli!

…dopo ben 2h 30 di sonno: sveglia! Erano solo le 8.40.

Finito il weekend, ricominciano le lezioni di Economia Politica seduti a terra. Che quello che ti fa rabbia è che le università private costano un botto e i genitori pagano per far stare i figli per terra! Almeno un tappetino…

Poi c’era un tizio coi capelli lunghi e biondi che io e la mia amica incontravamo sempre. Lo incontravamo in metropolitana, autobus e lì, ok, infondo, per quanto avessimo tanta strada da fare, sostanzialmente arrivavamo dalla stessa parte e dovevamo arrivare nello stesso luogo alla stessa ora. Ma il problema è che ‘sto tizio io lo incontravo anche il sabato sera quando si usciva con gli amici!
Non sapendo il suo nome ed essendo un tipo un po’ grezzo, lo chiamavamo Il Buzzurro, detto Buzzy.

9 ottobre 1996: al cinema a vedere Indipendence Day.

Indipendence Day
Indipendence Day

12 ottobre
Stasera sono usciti con noi degli amici di Andrea Z. o meglio uno, gli altri erano amici di quell’uno. Uno degli altri è il tipo del maglione sulla lavagna luminosa dell’aula di Politica.

Milano è una città grande, ma evidentemente non abbastanza. Oltre al Buzzy, io e la mia amica avevamo notato questo tizio riccio, più grande di noi, che seguiva la lezione di Economia Politica sempre seduto per terra (come noi) e appoggiava il suo maglione sulla lavagna luminosa. Ecco, era l’amico dell’amico del mio amico e, per la teoria dei 7 gradi di separazione, una sera è uscito con la mia compagnia.

15 ottobre
Per la seconda ora ero seduta sul cestino della spazzatura nell’aula di Politica (oggi + piena che mai). 
Finalmente ho trovato anche il disco di Stefano Zarfati.

Io amo studiare

Non mi passa più! L’esercitazione di statistica era troppo difficile, la pausa di tre ore troppo lunga e macroeconomia non mi piace.

Dramma appunti prestati e dispersi! Per uno studente universitario non avere i propri appunti ad una settimana dall’esame è quasi come portargli via un braccio!

Il tipo a cui avevo prestato gli appunti lunedì non è venuto a lezione (l’ultima prima del compito).

E così finisce ottobre… coi miei appunti dispersi e l’esame fissato per il 9 novembre.

Ma il 1996/97 è l’anno delle citazioni musicali.

Samuele Bersani Io non sapevo dirti che solo a pensarti mi dà i brividi

Vasco Rossi È facile sentirsi da buttare via

Laura Pausini  Ma passa un attimo e tu sei, sei tutto quello che vorrei

Ligabue Eri in mezzo a una vita che poteva andare ma non si sapeva dove

Massimo Di Cataldo Siamo nati liberi, liberi come il sole

Jovanotti Niente e nessuno al mondo potrà fermarmi dal ragionare

Marco Masini Nei suoi occhi vedevi il mare

Marco Masini Di lavoro faccio l’angolo di un bar

Niccolò Fabi Ci sono dei momenti dove tutto fa paura

Eros Ramazzotti Non è servito aver pagato i conti se poi resta questa mia maniera d’essere ancora fragile

Gianluca Grignani Adesso cosa c’è? Non sto pensando a te. Cosa ci fai, qui per strada insieme a me.

Stefano Zarfati Dovrei inventare un motivo o una scusa per portarti via con me

Sottotono Lasciamo dormire prima che faccia giorno

Ligabue Te lo porti dentro quel vecchio professore che ti ha rubato tempo con la sua mediocrità

Articolo 31 Domani avrò un altro posto dove andare

Vasco Rossi Qui la notte è buia e ci sei soltanto tu

Cattivi Pensieri Cosa faccio di male se voglio di più

Gianluca Grignani Tra la gente un punto tu

Samuele Bersani Io per un niente vado giù, se ci penso mi dà i brividi

O.R.O. Io vivo come un fiume verso il mare

Eros Ramazzotti Ti sto cercando così forte che mi fanno male gli occhi ormai

Gianluca Grignani Ora voglio verità. Perché credo che sia solo cielo quello che vedo lassù.

Direi che Samuele Bersani mi dava i brividi, Grignani era logicamente già il più citato, ai tempi io ero l’unica ad ascoltare J-Ax e gli Articolo 31. Alcuni cantanti li conoscevo solo io e non me li ricordo neanche più.
Ma quello che più mi chiedo è: cosa trovavo di così memorabile in queste frasi?

E Halloween? L’ho scritto sul 1° novembre…

 

 

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