Domenica, giorno di riflessioni.

Il web tira fuori il peggio di ognuno di noi, perché, è normale, protetti dallo schermo, con la nostra tastiera sotto le dita, diventiamo più forti e spavaldi.

In questo contesto ci sono io, io che adoro le discussioni sul nulla, io che adoro discutere per questioni di principio, far arrabbiare la gente mantenendo un tono pacato, senza turpiloqui o, addirittura coi silenzi.

E poi ci sono le cricche. Come nella vita.

Spesso si tratta di groupie veri e propri, assembramenti di persone che difendono il proprio gruppo di sconosciuti uniti su facebook al motto de “si stava meglio quando si stava peggio”, luoghi comuni e imprecazioni.

Insomma, il mio terreno di caccia ideale.

Le grupie, maschi o femmine indistintamente, sono le bitches del web. Stronzette e antipaticissime, perché si credono le custodi del sapere social. Chiaramente la loro vita offline è fatta di sabato sera passati a litigare su Facebook e weekend su Instagram ad ostentare l’hamburger mangiato a casa al suono di Vorrei ma non posto.

Oggi piove.

Ed è domenica.

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