Non sono un’appassionata dei film d’animazione, anzi, devo dire che è raro ce ne sia uno che mi piace, ma ogni tanto bisogna scendere a compromessi ed il mio compromesso è che adoro il cinema così come piace alla mia amica L. con cui vado spesso. E lei adora i cartoni animati.

Così, ogni tanto ma non troppo, li guardo anche io.

Conosco il film di Nemo per sentito dire, per aver letto qualcosa ai tempi in cui uscì al cinema… sapevo solo che Nemo era un pesce piccolo che si era perso, lo cercavano e, trattandosi di un cartone animato anche per bambini, presumibilmente l’avevano anche trovato.

Come suggerisce il titolo, questa volta a perdersi è Dory, il pesce chirurgo blu smemorato.

Dory soffre di perdita di memoria a breve termine (verrà ripetuto fino alla nausea durante tutto il film, esattamente come farebbe un bambino) e… si perde.

Non si sa come, finisce nell’oceano dove abitano Nemo e suo padre. Lei non si ricorda niente, neanche i nomi dei suoi genitori… mica solo perdita di memoria a breve termine!

Da qui parte l’avventura per ritrovare casa, mamma e papà.

Se non mi sono addormentata è perché Dory, oltre a ripetere sempre “soffro di perdita di memoria a breve termine”, è doppiata con la classica voce dell’attore adulto che si finge bambino con il risultato che l’avrei voluto prendere a schiaffi dall’inizio alla fine. Ma soprattutto per il polpo Hank che Dory conosce durante la sua avventura. Lui si che mi sta simpatico!

Voto

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