Un grande classico dei tempi della scuola è la gita a Roma, tra Colosseo, altare della patria e San Pietro.

È talmente tanto un classico che a Roma mi ci hanno portato per ben due volte: in terza media ed in seconda superiore.

Ma mentre quella della seconda superiore è stata una gita e basta (a parte che ci hanno dimenticate in hotel, credo di averlo già raccontato qui), quella di terza media NO.

Innanzitutto era il lontano 1989 e la piccola Oriana andava in un istituto femminile gestito da suore, le Suore Preziosine. Un giorno di primavera, sarà stato aprile, caricarono quasi tutte le 60 ragazzine delle due sezioni di terza media su un pullman destinazione Roma.

A differenza di quella del 1991, nel 1989 il nostro alloggio era l’ostello, convitto o chiamalo come vuoi gestito dalle loro corrispondenti romane. Posizione ideale, a pochi metri da Piazza San Pietro (è risaputo, le suore si trattano bene), ma…

…veniamo ai ma.

Arriviamo in convento e, come prima cosa, Suor Rosina ci dà un avvertimento che sa di ammonizione: “Non tirate su le tapparelle perché ci sono i ragazzi che spruzzano la droga!”.

La celeberrima droga spray che notoriamente viene spruzzata sulle ragazzine in gita che si affacciano alla finestra.

Chiaramente, appena arrivate in camera, siamo uscite tutte sui balconi attirando così l’attenzione di tutti i ragazzini (senza droga spray) del quartiere che, in pochi minuti, si sono radunati davanti all’edificio di solito occupato da sole donne di nero vestite.

…ma numero 2

La nostra camera, tripla col solo lavandino (il bagno era al piano), era al PT proprio sopra la cappella. Le suore, alle 6 del mattino, andavano a Messa e cantavano allegramente. Noi volevamo ancora dormire.

…ma numero 3 (non a caso)

Seconda ammonizione di Suor Rosina: non andate in bagno in due.
Noi andavamo in bagno in tre.

…ma numero 4

Il bacio della buona notte di Suor Rosina dopo il quale era vietato accendere la luce. E non avevamo nemmeno la torcia degli smartphone…

Cosa abbiamo visitato? Boh!

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