Ci avete mai pensato? Se l’essere umano fosse una macchina (in senso ampio, non necessariamente automobile), non ci comprerebbe nessuno.

Perché?

Spurghiamo da ogni orifizio del nostro corpo: il muco dal naso, il cerume dalle orecchie, lacrime dagli occhi, sebo dai pori, cacca, pipì, lanugine ombelicale, sudore dalle ascelle, puzza di piedi. Insomma, abbiamo bisogno di tanta manutenzione neanche fossimo un’auto da corsa!

Ricarica continua peggio dell’iPhone.
E noi ci lamentiamo che il nostro smartphone arriva tiratissimo a sera. Noi, oltre alla ricarica notturna fatta di 6/8 ore di sonno, abbiamo bisogno della nostra dose di caffeina per aprire definitivamente gli occhi, come se il cellulare, una volta staccato dalla corrente, volesse una botta di vita fatta di raggi UV.
Ma non è finita qui, perché a noi non basta ricaricarci dormendo. NO. Noi due, tre, quattro, cinque volte al giorno mangiamo. E poi beviamo. E poi spurghiamo di nuovo.

Soddisfatti o (non rimborsati).
Veniamo al mondo senza la possibilità di essere restituiti, senza libretto di istruzioni e, soprattutto, senza la garanzia europea di 24 mesi. Se veniamo male e/o con difetti di fabbrica, non c’è possibilità di recesso. Un po’ come con il cellulare che hai già usato per più di 15 minuti.

Nessun pezzo di ricambio.
Per fortuna, per tante piccole cose, a differenza dell’iPhone, ci autoripariamo, ma per tutto il resto? Niente… non ci sono batterie di ricambio, niente schede madri, touch screen, connettori. Niente, se qualcosa si rompe e non si autoripara, ce lo mettono a posto alla buona, a volte va bene, a volte no e ne senti le conseguenze fino a quando la batteria non tiene più del tutto e ti butti via. Da solo.

Imprevedibili.
Immagina se un giorno, il tuo costosissimo iPhone 1126s Plus Z prendesse l’iniziativa e iniziasse a fare di testa sua…

Siamo macchine imperfette.

Nessuno ci comprerebbe.

Immagine di copertina tratta dal web.
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