Il 2000 si apre nuovamente nel segno delle boyband.
I Backstreet Boys pubblicano l’album “Black & Blue” (24 milioni di copie vendute) che contiene i famosi singoli “The Call” e “Shape of My Heart“, mentre le reginette Spice Girls, in crisi dopo l’uscita di Geri, sfornano “Forever” che sa tanto di addio, anche a causa del brano di chiusura intitolato “Goodbye“.
Numerosi gli artisti che si confermano in quell’anno: l’immortale Madonna esce con un disco dalle nuove sonorità (“Music”) che grazie alla produzione di Mirwais Ahmadzaï e William Orbit coglie di sorpresa (positivamente) fans e critica musicale (“Music” e “Impressive Instant” tra i singoli); ecco anche gli U2 con “All That You Can’t Leave Behind” ed i singoli “Beautiful Day” (dal ritornello un po’ troppo simile a “The Sun Always Shines On TV” degli A-ha) e “Elevation“; proprio gli A-ha si rifanno vivi con l’album “Minor Earth Major Sky” trainato dal singolo “Summer Moved On“, ma poi ci sono anche i Duran Duran con “Pop Trash”, i Radiohead con “Kid A”, i Bon Jovi con “Crush” ed il singolo “It’s My Life“, i grandissimi Oasis con “Standing on the Shoulder of Giants” ed i singoli “Go Let It Out” e “Who Feels Love?“.
Ma non dimentichiamoci poi di Robbie Williams che vende oltre 6 milioni di copie con l’album “Sing When You’re Winning” che contiene i singoli “Rock DJ” e “Kids” in coppia con Kylie Minogue, la quale a sua volta riemerge più bella che mai con “Light Years” e il singolo “Spinning Around“.
Debuttano nel 2000 Nelly Furtado con l’album “Whoa, Nelly!” trainato da “I’m Like a Bird” e “Turn Off the Light“, e Pink con l’album “Can’t Take Me Home”, decolla la carriera dei Colplay con l’album “Parachutes” (da cui viene tratto il bel singolo “Yellow“), e si conferma reginetta pop Britney Spears con la canzone “Oops!… I Did It Again” e l’album omonimo.
Grande successo nel 2000 viene ottenuto dagli Alcazar con il brano “Crying at the Discoteque“, dall’italianissimo DJ Spiller che in coppia con la bella Sophie Ellis-Bextor ci delizia con il brano “Groovejet (If This Ain’t Love)“, dalle All Saints con “Pure Shores“, da Ricky Martin con la ballatissima “She Bangs“, e poi ancora i Fragma (miei idoli dance dell’epoca) con “Toca’s Miracle“, i Modjo con “Lady (Hear Me Tonight)“, i Corrs con “Breathless” e la vivace “Dancing In The Moonlight” dei Toploader.
Chiudo l’analisi del 2000 con due album molto diversi tra loro, per genere e per successo ottenuto, ma entrambi di qualità cristallina e degni di essere presenti con il relativo CD a casa nostra.
Richard Ashcroft, leader dei Verve, tra un litigio e l’altro pubblica l’album “Alone with Everybody”, suo esordio solista. Un album che conferma pienamente le capacità compositive di Ashcroft, con melodie e ritmo che si fondono insieme tenendoti per mano, e con una canzone come “A Song for the Lovers” degna colonna sonora di una serata speciale in compagnia della persona amata.
Ma il vero trionfatore per l’anno 2000 è lui, Marshall Bruce Mathers III, in arte Eminem, che pubblica il 23 maggio “The Marshall Mathers LP”. Un album capolavoro, con testi scomodi dove Eminem non la manda a dire a nessuno, il tutto condito da una produzione musicale sopraffina curata da Dr. Dre, e comunque da una ironia che in modo bizzarro si fonde con il linguaggio verbale tutt’altro che tenero da parte del rapper. 32 milioni di copie vendute, e successo strepitoso per singoli come “Stan” (con il campionamento della voce di Dido, la quale è presente anche nel video), “The Way I Am” e “The Real Slim Shady“.

Kikkakonekka

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