Qualche settimana fa, ho approfittato del ponte del 25 aprile per volare a Barcellona.

Ero già stata 2 volte nella città catalana, la prima in gita scolastica nel lontanissimo 1993: sede operativa Lloret de Mar, città visitata dal pullman, ovvero con gli occhi più chiusi che aperti mentre la guida parlava. Non ricordo praticamente niente.

La seconda ero al mare, sarà stato il 2005, e abbiamo fatto una gita in giornata. Ricordo più o meno le stesse cose, lo stesso giro, fatto quella decina d’anni prima.

Che poi è lo stesso giro che ci ha fatto fare il pullman turistico anche questa volta.

Barcellona, al terzo tentativo l’ho capito bene, è una città che è stata profondamente trasformata dalle Olimpiadi del 1992: dalle infrastrutture, quartieri riqualificati come il Porto Olimpico ed altre zone, di fatto, tirate su quasi dal nulla.

Barcellona dall’aereo

Oggi la Rambla e Plaza de Cataluña sono luoghi prettamente turistici, da cui partono tutti i tour e dove arrivano i pullman dall’aeroporto.

Plaza de Cataluña

Noi abbiamo soggiornato proprio sulla Rambla in modo da poterci muovere senza grandi difficoltà, tra metropolitane e molti punti di interesse raggiungibili tranquillamente a piedi, come Cristoforo Colombo e Barceloneta.

Vista della Rambla dalla nostra camera
Statua di Cristoforo Colombo che NON indica le Americhe
Cristoforo Colombo by night

I palazzi della città sono tutti coloratissimi e dalle forme… bizzarre, strani proprio come uno degli architetti che hanno caratterizzato proprio la capitale catalana, Antoni Gaudì.

Casa Batlló

Lo so che il Palazzo Nazionale si vede poco, ma l’acqua mi affascina…

Palau Nacional

Questo palazzo, invece, l’ho fotografato da lontanissimo perché mi piaceva, ma non ho idea di cosa sia…

Barcellona è principalmente una città di mare e le sue spiagge sono attrezzate per i bagnanti, nudisti compresi.

La spiaggia di Barcellona

Una tappa imperdibile è sicuramente il Parco Guell, opera anch’esso di Antoni Gaudì. L’idea del proprietario dell’area, il signor Eusebi Güell, che voleva costruire sul Monte Carmelo una zona residenziale, ma il progetto si rileva troppo costoso e di difficile realizzazione e così finisce in un niente di fatto, a parte la prima casa campione e poco altro.
Alla morte di Eusebi, gli eredi donarono il parco al Comune di Barcellona.
Ora l’ingresso è a pagamento, se lo volete visitare, vi consiglio di acquistare i biglietti già prima di partire, per non finire come noi che siamo dovute tornare il giorno dopo.

Qualcuno mi spieghi perché la tizia si è messa in posa nella mia foto!

Vi consiglio di vistare anche la Casa Batlló, quella con i balconi che sembrano delle maschere. Qui non è necessario prenotare la visita, ma c’è la coda per acquistare il biglietto che costa più di 20 Euro!

Vista della facciata dal cortile interno
Un particolare dal tetto della casa… e il cielo blu

Il monumento simbolo della città è, chiaramente, la Sagrada Família. Anche in questo caso, se volete visitare l’interno, è consigliabile acquistare il biglietto già qualche giorno prima. Noi non siamo riuscite ad entrare.

Vedendola dall’esterno, se ne intuisce la grandiosità, ma a oggi è ancora un cantiere…

La Basilica è stata consacrata nel 2010 ancora non finita. I lavori vengono finanziati unicamente con le donazioni e con i ricavi dei biglietti di ingresso, per questo motivo non si sa quando sarà finita, nella migliore delle ipotesi si parla del 2026 (10 anni fa, però, dicevano 2040 e a me non sembra siano andati così tanto avanti).

Quindi sappiate che, se investite 14 Euro per il biglietto, oltre a sentirvi un Umarell che guarda il cantiere, contribuirete alla costruzione di un’opera d’arte.

Una curiosità su Antoni Gaudì è morto investito dal primo tram messo in circolazione in città uscendo dal cantiere della Sagrada Família!

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