Parte oggi la collaborazione con kikkakonekka di Non sono ipocondriaco con cui si parlerà di musica internazionale, iniziando dal 1993.

Buona lettura!
Oriana


Fu pubblicato nel 1992, ma ebbe successo come singolo nel 1993. Stiamo parlando di I Will Always Love You di Whitney Houston, che diviene il brano di punta della colonna sonora del film Guardia del corpo, che vede la bella Whitney anche nel ruolo di attrice.
Fu questo il singolo più venduto del 1993, anno fortunato dal punto di vista musicale.
A livello di Brit-pop ebbe grande successo il singolo di Meat Loaf I’d Do Anything For Love (But I Won’t Do That), che quando raggiunse il primo posto nella classifica inglese conquistò anche il record come brano più lungo ad avere toccato il vertice della UK Chart, dato che durava ben 5:43. Consideriamo che si trattava tra l’altro di una versione accorciata, dato che nell’album durava più di 12 minuti.
Ottimo il successo discografico raggiunto dai Beloved con Sweet Harmony“(chi si ricorda il video con cantante e fotomodelle tutti nudi?) a dai Take That che, insieme agli East 17, iniziano ad aprire la strada alle boyband che domineranno le classifiche per parecchi anni.

Il 1993 offre tuttavia anche parecchie conferme da artisti non esordienti.
I Pet Shop Boys tornano con l’album Very sfornando un paio di singoli di grande impatto, Can You Forgive Her? e specialmente Go West, quest’ultima cover del brano dei Village People che, grazie ai Pet Shop Boys, diviene il motivo musicale di molti inni da stadio.
I New Order sfornano un album capolavoro, Republic, probabilmente il più acclamato dalla critica di tutta la loro discografia.

Gli U2 tornano con il pluripremiato Zooropa, Bowie con Black Tie White Noise e Billy Joel con River of Dreams che contiene la quasi omonima The River of Dreams, ma non dimentichiamoci dei Nirvana con In Utero e i Guns N’ Roses con  l’album di cover intitolato The Spaghetti Incident? tra le quali spicca la meravigliosa Since I Don’t Have You.
Ottimi gli esordi, nel 1993, di Björk come cantante solista (la mia preferita Violently Happy) e dei Verve che però vengono poco notati.
Ma il pop (sia a livello britannico che europeo) continua ad essere minacciato dalla sempre più in voga musica house e dalle sue derivazioni techno. Le classifiche europee sono invase dai 2 Unlimited, dai Culture Beat, dagli Snap! e da decine di altri gruppi musicali (alcuni anche di breve vita discografica) che sfornano continui dischi di successo. Chi non si ricorda per esempio di No Limit o di Mr Vain, vere icone dell’epoca?
Pochi artisti USA (a parte Whitney) riescono ad avere nel 1993 grande successo in territorio europeo. Tra essi le 4 Non Blondes con What’s Up?, gli Spin Doctotrs con Two Princes e i soliti Madonna, Michael Jackson, Lenny Kravitz e Aerosmith.
Ma il vero capolavoro del 1993, e lo lascio alla fine, è il maestoso Songs of Faith and Devotion dei Depeche Mode.
Un album dove si vive il dolore, la penitenza, la resurrezione.
Dove le lacrime si fondono alla speranza.
Dove la religiosità ti redime dai peccati.
L’amore di I Feel You, i peccati di In Your Room, la condanna di Condemnation e la richiesta di perdono di Walking in My Shoes, ti fanno vibrare le ossa e ti fanno piangere perché capisci che c’è sempre qualcuno pronto a tenderti la mano e ad aiutarti.

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