Ho ritrovato delle vecchie note che avevo scritto su facebook quando ancora pensavo fosse… un blog o un diario segreto senza lucchetto.

Mi fa sorridere rileggere cosa scrivevo, mi fa ridere innanzitutto perché non ho idea di cosa e chi generasse quei pensieri che, messi giù così, mi stavano tormentando la vita (ma non ho ricordi tormentosi, quindi penso mi abbiano rapito gli alieni per farmeli scrivere) e mi fa sorridere che ora ho voluto un blog leggero, mentre nel 2009 ero di una pesantezza da fare paura!

Nei commenti della seconda nota (già, ci sono anche i commenti) scrivo che mi riferisco a 6 persone… ma forse a meno di 6. Ma chi?????? Mi sono persa qualcosa…

Già, mi sono decisamente persa qualcosa. Ma che cosa?

25 febbraio 2009 ·
A chi tocca?
Sarebbe più semplice certe volte se tutto rimanesse sempre immobile, così com’è. Fermo all’infinito.
Un piccolo equilibrio di tranquillità, una normale sensazione di stranezza che ci accarezza, si finge amica e se ne va delusa quando le sembra che inizi a camminare più veloce di lei. Ti lascia andare puntandoti il dito, ti guarda con gli occhi di traverso come se le stessi portando via qualcosa che non ti appartiene, ma che non appartiene neanche a lei.
Eppure è tutto immobile, come nel sogno più semplice.
Cammino ancora piano, cammino ancora sulla strada tortuosa, quella piena di salite e il sapone che la rende scivolosa. È ancora così, esattamente come la tua, anche se ora ho dovuto smettere di seguire la tua scia, di mettere i piedi sul tuo terreno.
Sono di qua, su quel sentiero sul quale forse vorresti camminare solo perché hanno scelto me.
Con le tasche vuote.

15 marzo 2009 ·
Tu… Tu… Tu… e Tu
Tutto troppo strano. Tutti troppo strani.

Sì, forse sarò io che non ci sto al passo con il mondo, che cambia troppo velocemente per la mia piccola testa che è abituata alle banalità.

Guardo la gente che mi sta intorno, quella che ho scelto di tenere perché l’altra mi si avvicina solo per inerzia, forza centrifuga o chissà qual altro scherzo della natura. E anche quella che c’è, tra poco se ne andrà. Perché lo dicono nei telefilm, ma la realtà è così: tutte le persone prima o poi se ne vanno. Se non se ne vanno da sole, le spingo via più lontano che posso. Non telefono, non mando sms, rispondo solo per educazione.

Tu. Mi dici “chiamami per uscire”. Ti chiamo e non ci sei mai. Tu non chiami mai. Non ti cercherò mai più.

Tu. Mi consigli di dire di no, mi dici che per te era meglio se nel baratro più profondo ci fossi finita io e non tu e poi ti vendi per mio amico.

Tu. Mi racconti storie palesemente montate, perché io c’ero e le cose non sono andate così.

Tu. Mi chiami solo se loro non ci sono, mi cerchi per fare numero come quelle persone che passano nella tua vita come meteore. Le belle parole su un pezzo di carta volano via col vento e sbiadiscono sotto il sole. Non sono come loro, forse per questo non conto abbastanza.

Tu. A volte esageri, a volte parli troppo, a volte mi metti in imbarazzo che vorrei metterti un cerotto sulla bocca.

Tu. Ma ti rendi conto di quello che dici, delle accuse che mi fai? Non vale la pena spendere altre parole, sei talmente insignificante, talmente piccolo che non voglio sprecare energia per… nulla.

Poi ci siete voi, voi che anche se vi vedo troppo poco siete sempre importanti per me. E spero lo sarete per sempre.

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