Questo è il periodo delle gite scolastiche e, dai racconti dei colleghi che hanno i figli adolescenti, mi rendo conto di quanto sia cambiato tutto rispetto agli anni ’90, quando in gita ci andavo io.

Credo di essere stata studentessa nel periodo di maggiore libertà degli studenti: non ci potevano mettere più in ginocchio dietro alla lavagna perché la lavagna era attaccata al muro, ma i cattivi venivano mandati fuori dalla classe, liberi di girovagare in silenzio per la scuola.

E in gita, anche da minorenne, la libertà era totale.

A Roma, in seconda superiore, i professori sono andati via senza verificare che ci fossero tutti, così io, L ed S abbiamo iniziato a girare per la città chiedendo ai passanti se avessero visto, per caso, un gruppo di studenti milanesi. Alla fine li abbiamo trovati che stavano visitando gli scavi dei Fori Imperiali. Il nostro albergo era vicino alla stazione …

In terza siamo stati a Praga, era il 1991 ed era il primo anno in cui il ministero dava l’ok alle gite nei paesi ex socialisti. La sera la prof usciva e chi voleva andava con lei, mentre noi siamo stati più volte lasciati da soli in hotel… Loro sono finiti in un night e C ed A ripresi perché avevano chiesto, per fare gli scemi, le tariffe ad una prostituta.

In quarta, ancora quasi tutti minorenni, siamo andati a Lloret De Mar dove di culturale non c’è niente, a meno che non si consideri tale la Sangria. Ricordo che la prof che ci accompagnava ci aveva dato due alternative: andare a dormire entro le 23 oppure non rientrare prima delle 6 del mattino per non dare fastidio agli altri ospiti.
Secondo voi dei diciassettenni cosa hanno deciso di fare?
Ricordo che passavamo le serate tra la sala giochi e il bowling per poi fare tappa in un disco pub dove c’eravamo solo noi… troppo trasgressivi!

In quinta ci hanno portati a Budapest e finalmente ero maggiorenne anch’io che sono nata il 31 dicembre, ma c’era il coprifuoco e, la sera, non si poteva andare in giro a piedi. Così facevamo i carichi nei taxi per andare ad annoiarci (almeno io) in discoteca.

Ora mi dicono che le cose sono cambiate… niente più uscite da soli, niente nemmeno essere dimenticati in albergo o lasciati lì mentre i professori vanno a divertirsi nei night. Eppure noi tornavamo a casa nelle stesse condizioni in cui eravamo partiti (al massimo con qualche ora di sonno in meno), ora è già tanto se tornano.

La nostra massima trasgressione era stato registrare un rap corale intitolato Rap proibito dedicato alla Ratti, la prof di geografia. Faceva così:

Buongiorno buongiorno
aprite le finestre
pre, pre, prendetemi il registro e portatemelo in classe
 – i primi nomi in ordine alfabetico dell’appello che non ricordo –
Forza, coraggio ora ripassiamo
chiudete la finestra e comincia qui la festa

La prof di geografia era la più cattiva… con lei avevamo tutti 4 facendo la somma dei voti presi durante il quadrimestre… io ero tra i più bravi, con la mia media del 5/6 e, infatti, aveva detto a quelli di quarta di venire a sentire la mia prova orale della maturità…. il pomeriggio, come lavoro extra, ci chiedeva di andare a sentire le conferenze in un posto chiamato La Casa della Cultura e, al posto del libro, dovevamo studiare sulle Garzantine… il rap, il Rap Proibito, se lo meritava tutto!

P.S. Mi sono diplomata nel 1994

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