Credo di aver detto una sola parolaccia in vita mia. Andavo ancora all’asilo (o scuola materna) e me l’aveva insegnata mio cugino più grande. Poi ho smesso.

Ma il mondo è popolato di parolacciatori (in queste settimane è di moda inventare nuove parole, potrei mandarne anch’io alcune da esaminare all’Accademia della Crusca che non si sa mai), ma ce ne sono tre che si potrebbero mettere sul podio.

Terzo posto, medaglia di bronzo, per chi usa il turpiloquio come intercalare: l’inframezzatore. C’è chi mugugna e chi acclama continuamente le parti intime, maschili o femminili, senza preferenze sessuali.

Medaglia d’argento per bonjour finesse, quello che non è in grado di distinguere quando puoi avere un linguaggio colorito e quando, invece, c’è bisogno di mostrare un po’ più di contegno. Lui/lei smadonna allo stadio tanto quando ad un colloquio di lavoro.

And the winner is… il bestemmiatore seriale naturalmente!
Dobbiamo ammettere che ci sono alcune realtà locali più portate alla bestemmia rispetto ad altre e che gli appartenenti a queste comunità non si rendono conto di tirare giù di continuo i cosiddetti “porconi”, ma sono senz’altro i vincitori di questo insensato podio.

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