Le sale cinematografiche sono invase dalle proiezioni di Quo Vado? (che io ho già visto, leggi qui), ma il classico cinepanettone non può mancare durante il periodo natalizio appena concluso.

Così ecco Vacanze ai Caraibi, il classico film di Natale con una serie di storie nella storia, indipendenti le une dalle altre, che hanno come unico fattore comune la location: Santo Domingo.

La cosa più bella del film, secondo me, è proprio il paesaggio, le spiagge fantastiche e la grandiosa pubblicità per il Villaggio Eden Viva Dominicus dove si svolge la vicenda che ha per protagonisti Luca Argentero e Ilaria Spada.

I due, felicemente sposati con altri, si conoscono su una nave da crociera Costa e subito provano una forte ed irresistibile attrazione sessuale… animalesca! Scendono di nascosto dalla nave e vanno al Viva Dominicus. Lei amante del casino, della musica assordante, spiritosa, lucertola al sole, lui colto filologo, odia il sole, è vegetariano, è contro il fumo, ama la quiete. Due personaggi agli antipodi, ma che non sanno resistersi…

Angela Finocchiaro e Christian De Sica sono una coppia ricca… o meglio, lei è convinta di essere ricca, perché in realtà le banche non hanno rinnovato i fidi all’ingegner Giorgio che già sconfina di 2 milioni di Euro. Il consulente consiglia a Grossi Tubi (questo il cognome) di vendere la villa a Santo Domingo per sanare i debiti e così i due partono per andare a trovare la figlia (o meglio, lei pensa sia questo il motivo del viaggio), noiosissima studiosa di pesci palla, che vive lì e che ha un nuovo fidanzato, Ottavio Vianale (Massimo Ghini) molto più vecchio di lei.
Ottavio pensa che i Grossi Tubi siano ricchi, Giorgio pensa che il sig.r Vianale sia ricco…

Dario Bandiera interpreta Adriano Fiore, malato di tecnologia che va a Santo Domingo per la fiera dell’elettronica. La sua vita è basata sulle app per smartphone, non ne può fare a meno e infatti, proprio per colpa di un’app, naufraga su un’isola deserta dove una tartaruga gli ruba l’iPhone.

Un film divertente, perfetto per il Natale, ma non certo uno che farà la storia della cinematografia italiana.

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