L’utilizzo del bagno pubblico, per noi femminucce di ogni età, è una questione che non avrà mai una soluzione soddisfacente perché, a differenza dei maschietti, non siamo dotate di prolunga che ci permetta di fare pipì stando a debita distanza dal WC. Al lato fisico, però, si aggiunge una questione… empatica direi: se il bagno non ci piace, la pipì di uscire proprio non ne vuole sapere!

Ora ipotizziamo che, in un lungo viaggio in autostrada, finalmente siamo riuscite a fermarci in un autogrill con un cesso decente ed una coda accettabile e, come scrive proprio oggi Barbara su facebook, ci imbattiamo come prima cosa nella grata. Perfettamente igienica, questo è vero, perché permette ai liquidi di ogni tipo di non ristagnare sul pavimento fino a data da destinarsi, ma immaginate la mia amica Barbara (che non vedo dal 1986) coi suoi tacchi a stiletto che si incastrano inesorabilmente nella grata! Voi preferite un po’ di acquetta per terra o stare 5′ in più in quel bugicattolo con le braghe calate a cercare di disincastrare la scarpa dalla grata? Ai lettori l’ardua sentenza…

Superato anche l’ostacolo del pavimento, finalmente siamo sole con noi stesse in quei 4mq (ma di solito sono anche di meno) con la nostra borsetta da 2 kg, il cappottino e la sciarpa e inizia il dramma di dove appoggiare le cose. Per fortuna, negli ultimi anni, è sempre più diffusa l’abitudine di mettere dei comodi ganci così almeno la questione giubbotto viene superata. E poi vi chiedete perché ci portiamo l’amica al cesso?! Per tenerci la borsa, logico!

Riposti anche borsa, cappotto e sciarpa ecco che ci accingiamo ad espletare i nostri bisogni corporali e qui iniziano le varie tecniche, più o meno aggressive, verso il WC.

C’è chi, come prima cosa, riveste l’asse di numerosi strati di carta igienica per isolarlo il più possibile da qualsiasi contatto fisico seppur involontario e, da qui, si aprono i due scenari: chi si siede comodamente e chi, invece, nonostante la corposa copertura, fa le acrobazie. Io faccio parte degli acrobati. Nel primo gruppo, invece, ritroviamo soprattutto le signore anziane che a stare in bilico davvero non ci riescono più.

Di acrobati ce ne sono di diversi tipi: c’è chi, forte dei suoi quadricipiti allenati e di un’altezza congrua, riesce, come me, a chinarsi fino ad arrivare a 10 centimetri dalla tavoletta ma senza mai toccarla.

C’è chi si arrampica e usa l’asse del water come fosse una turca… ecco, questa strategia l’ho scoperta di recente e non la condivido. Mi auguro che queste persone abbiano il buon senso di tirare su la tavoletta perché non tutti (leggi gli anziani) riusciamo a far parte della categoria degli acrobati e, quindi, che almeno le scarpe che pochi minuti prima hanno calpestato gli escrementi canini, che almeno venga poggiati direttamente sulla tazza! Ho scoperto che questo metodo viene utilizzato soprattutto dai bambini vivamente spinti dalle mamme.

La cosa più divertente è quando la serratura non funziona quindi, a tutto questo, devi aggiungere una parte del copro a scelta che verrà utilizzata per tenere bloccata la porta. Io di solito, in base alla dimensione del bugigattolo, preferisco il piede, ma a volte è necessario allungare persino un braccio.

In quei giorni la situazione si complica ulteriormente perché devi anche ravanare nella borsa, sperare che il cestino della spazzatura non sia fuori, sotto ai lavandini, oltre ad avere allenati i quadricipiti, è meglio chiedere la collaborazione degli addominali perché il lavoro, muscolarmente intenso, si protrarrà per qualche minuto in più dei tempi standard…

…è una vita difficile. Io la pipì preferisco farla a casa!

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