Vi siete mai chiesti il motivo per cui agli stranieri, di qualunque età essi siano, diamo generalmente del tu?

Il nostro linguaggio, per quanto possa essere cordiale, diventa amichevole anche con gli sconosciuti, senza distinzione di razza e colore. Basta che siano “non italiani madrelingua”.

È come se, inconsciamente, volessimo semplificare al massimo il nostro linguaggio, quindi iniziamo a parlare lentamente, a scandire ogni singolo vocabolo con maggiore chiarezza e ad usare, inspiegabilmente, il “tu”.

Siamo convinti che lo straniero non si meriti il lei (quindi sarebbe razzismo) oppure è solo auto-convinzione che, con questa forma, sia più facile farsi capire in una lingua che non è la loro?

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